Tlc, Savarese: "Remunerare la premium quality"

PRIVACY 2.0

Secondo il consigliere di Agcom ci vuole un impegno forte della Ue per aiutare le telco dal peso di un'eccessiva regolamentazione: "Troppa asimmettria con gli Ott. Alle Tlc dovrebbe essere permesso di far pagare gli extra come fanno le compagnie aree low cost"

di Alessandro Longo
"Ci vuole un impegno forte della Ue per aiutare le telco, che con le attuali regole rischiano di restare soffocate". È un rischio a fronte di “un mercato a sviluppo continuo e globalizzato. Quello delle tlc tende a essere il solo settore davvero regolato in un contesto di deregolazione”.
Enzo Savarese, consigliere di Agcom vede un pericolo ormai gravante sul mestiere degli operatori. Ma anche una soluzione: “La liberalizzazione: meno regole per tutti”. Il concetto di fondo è questo: le istituzioni della Ue si stanno orientando a rafforzare la normativa privacy e per la neutralità della rete, in capo a telco e Ott. “Di fatto però temo che riusciranno a farla valere solo sulle telco, alla prova dei fatti; mentre i soggetti esteri resteranno praticamente deregolamentati. Di qui forti svantaggi competitivi per gli operatori tlc”.
La Commissione Ue vuole che si rispettino le norme europee quando si trattano dati europei.
È giusto che non ci sia asimmetria. Regole leggere permettono agli Ott di fare affari con i dati degli utenti. Di contro le telco devono rispettare regole molto dettagliate emanate dalle autorità di privacy alle quali non sono soggetti gli Ott.
Il risultato di queste differenze?
Nella migliore delle ipotesi è un accanimento sulle telco: ne fa aumentare i costi, ne complica i rapporti con i clienti. Nella peggiore, è concorrenza sleale. Si rischia di creare posizioni di vantaggio scorrette, a favore degli Ott.
Perché concorrenza sleale? Non è scontato che telco e Ott facciano lo stesso mestiere e quindi siano in concorrenza.
Non è scontato, vero, ma si rivolgono allo stesso tipo di utilizzatore. Con servizi che tendono sempre più a essere sovrapponibili. Pensiamo alla telefonia via web. Quando gli Ott hanno app che possono coincidere con quelle della telefonia tradizionali bisogna fissare regole, le stesse per tutti. O in alternativa alleggerire quelle delle telco.
Quindi? Più o meno regole per tutti?
Io direi meno regole per tutti. È vero che la Commissione Ue vuole fare il percorso inverso, ma è di difficile applicazione. Una buona regola per essere rispettata deve essere rispettabile. Questa della privacy verso gli Ott rischia di essere solo teorica. E quindi di fatto non applicata.
Che cosa potrebbero fare le telco se avessero regole più leggere? Nuovi modelli di business, oltre a un risparmio di costi?
Sì. È vero, poter sfruttare grossi database con i dati dei clienti crea problemi alla concorrenza. L’altra faccia della medaglia è però che permette di migliorare i servizi. Potrebbero nascerne nuovi, più personalizzati, per le esigenze e le abitudini del singolo utente.
Anche per quanto riguarda la neutralità della rete le telco ritengono che le regole siano sbilanciate a favore degli Ott. Un migliore equilibrio è possibile?
Non c’è business se non c’è remunerazione di tutti gli attori della stessa catena. Bisogna trovare accordi virtuosi per remunerare il servizio di connettività banda larga, anche in vista delle reti di nuova generazione. Bisogna garantire un servizio best effort alla qualità migliore possibile e poi remunerare la premium quality. Un po’ come fanno le compagnie aeree low cost. Hanno il posto a sedere al prezzo più basso possibile e poi fanno pagare gli extra: il pasto, l’imbarco prioritario.
Alcuni temono che accordi tra i maggiori Ott e le telco per connessioni “premium” fino al cliente, possano fare da barriera d’ingresso a piccole aziende innovative che non possano permettersi di pagare le telco.
Giustissima preoccupazione ma è un problema di equilibrio. La qualità deve essere prezzata dall’operatore in base alla capacità e alla volontà di spesa dell’innovatore. In modo tale che questo non finisca fuori mercato
Ma come trovare il giusto equilibrio di mercato?
Il mercato ha bisogno di stimoli e quando non ci arriva da solo avrà bisogno di una regolazione, attraverso concertazione e moral suasion, coinvolgendo tutte le parti.
Alcuni operatori mobili denunciano vincoli burocratici troppo stringenti, rispetto a quelli dei fornitori di servizi wi-fi.
E hanno ragione. In molti Paesi non c’è tutta questa burocrazia, eccessiva, per l’attivazione e la gestione delle sim card. Bisognerebbe liberalizzare il mercato. Altrimenti penalizziamo gli operatori italiani.

30 Novembre 2011