Ericsson: capacità di rete mobile, le piccole celle non sono la panacea

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L'uso selvaggio di micro e pico-celle per la gestione di grandi carichi di traffico rischia di essere antieconomico. Il potenziamento deve prima passare dall'ottimizzazione dell'infrastruttura macro

di Patrizia Licata
Le piccole celle, sempre più usate dalle telco per gestire i carichi di traffico sulle reti mobili, non sono la panacea. Secondo Ericsson, “inondare” i network con migliaia di piccole celle è un sistema inutile e anche costoso per incrementare la capacità. Il colosso svedese delle infrastrutture di rete, sentito oggi dal sito Total Telecom, pensa invece che per potenziare la capacità gli operatori mobili dovrebbero concentrarsi sull’ottimizzazione della loro infrastruttura di rete macro, prima di imbarcarsi in implementazioni su larga scala delle pico e micro-celle.

“Gli operatori devono studiare le loro infrastrutture macro, e solo successivamente potenziare i siti con uno strato di piccole celle, che devono comunque essere in un numero proporzionato rispetto a quello dei siti macro”, afferma Magnus Ewerbring, vice president e capo della mobile broadband division di Ericsson. "Inutile inondare un’area con migliaia di piccole celle”.

Ewerbring porta l’esempio del distretto di Shinjuku a Tokyo, in Giappone, un’area di 1,5 km quadrati dove si concentrano aziende e una stazione ferroviaria molto frequentata: qui 16 stazioni base macro sono state potenziate con circa 20 siti indoor per fornire capacità mobile sufficiente per 3,5 milioni di persone che transitano o lavorano a Shinjuku ogni giorno.

Ewerbring spiega che è più efficace e meno costoso per gli operatori aumentare le prestazioni delle loro reti macro, per esempio collegando altri carrier alle loro stazioni base, piuttosto che costruire un’estesa rete di siti con pico e micro-celle. Uno dei motivi è che agli operatori costa di più affittare, costruire e collegare siti nuovi che ottimizzare quelli esistenti.

Ci sono inoltre da considerare i costi di manutenzione: "Il costo di recarsi sul sito e riparare una delle migliaia di piccole celle ogni volta che si verifica un problema, fa schizzare l’Opex”, mette in guardia il top manager Ericsson. Ewerbring chiarisce: Ericsson non è contraria alle piccole celle. Ma vanno implementate all’interno di una strategia ragionata.

30 Novembre 2011