Joint venture sulle reti: il "piano B" di At&T e DT

IL MERGER USA

Secondo indiscrezioni le due telco starebbero lavorando ad un progetto alternativo al merger Usa. Ma i protagonisti negano: "Andiamo avanti sul progetto originario"

di Patrizia Licata
Esiste o no un "Piano B" per la vendita di T-Mobile Usa a At&t, nel caso la proposta di merger fallisse sotto i colpi dell'opposizione dei regolatori americani? Nonostante quanto riportato dal Wall Street Journal, ovvero che At&t e Deutsche Telekom starebbero già studiando modalità alternative per cooperare - in particolare, una joint venture sulle reti - le aziende negano che esista un Piano B e restano impegnate a portare avanti il piano originario: 
un portavoce di Deutsche Telekom ha smentito ufficialmente quanto scritto dal quotidiano finanziario.

Il Wall Street Journal aveva citato “persone a conoscenza dei fatti” e riferito che At&t e Deutsche Telekom stanno discutendo la formazione di una joint venture per mettere in comune le attività di rete mobile negli Stati Uniti nel caso la vendita di T-Mobile Usa non riesca ad andare in porto. Queste trattative, secondo il Wsj, sarebbero in fase iniziale e comunque il presunto “Piano B” verrebbe considerato solo come estrema risorsa nel caso fallisse l’accordo principale, che continua a rappresentare il vero interesse per entrambe le parti.


La 
joint venture è un’opzione che Deutsche Telekom ha già usato in Gran Bretagna quando ha unito la sua divisione mobile locale T-Mobile in partnership con la francese Orange lo scorso anno, dando vita al maggior carrier wireless del Regno Unito. L’allora chief regional officer per l’Europa di Deutsche Telekom, che ha avuto un ruolo chiave nel realizzare la jv britannica, è l’attuale chief executive di T-Mobile Usa, Philipp Humm.



"Non è affatto un’ipotesi peregrina che At&t e Deutsche Telekom stiano considerando delle alternative e una joint venture sulle reti può ben rappresentare una delle opzioni”, commenta Stefan Borscheid, analista di LBBW. "Tuttavia, anche in questo caso le due aziende devono stare attente a come strutturano la jv sulle reti, per ottenere l’approvazione del regolatore”.

Secondo il Wsj, una possibilità è che nella jv entrambe le aziende usino lo spettro di T-Mobile, che è ciò che interessa a At&t per potenziare la capacità delle sue reti mobili, mentre Deutsche Telekom manterrebbe i suoi clienti mobili americani. Non è chiaro invece, in caso di jv, che fine farebbe la break-up fee che At&t si è impegnata a pagare a Deutsche Telekom se fallisce la vendita di T-Mobile Usa; forse ne verrebbe versata solo una parte.

Come noto, At&t si è accordata con Deutsche Telekom per acquistare T-Mobile Usa per 39 miliardi di dollari, ma l’operazione, subito criticata dai carrier rivali, si è scontrata con l’opposizione del dipartimento di Giustizia e di recente anche con quella della Federal Communications Commission. Quest'ultima ha pubblicato proprio questa settimana uno studio di 109 pagine in cui sostiene che la fusione tra At&t e T-Mobile Usa sarebbe un danno per la concorrenza e finirebbe col far salire i prezzi per i clienti finali.

Al report della Fcc At&t ha immediatamente replicato definendo il documento “completamento privo di equilibro e credibilità”. Secondo Jim Cicconi, capo della lobby che difende gli interessi di At&t nel mondo politico, “Il report è sleale”, una sorta di crociata nemmeno tanto velata contro la telco americana e non un’analisi obiettiva.

02 Dicembre 2011