Tim Brasil, nel 2011 ricavi stimati a +12%

OUTLOOK

La controllata di Telecom Italia prevede di chiudere l'anno con un fatturato di 7 miliardi di euro. Market share al 26%. Via a Tim Fiber, la società che "riapre" il business della telefonia fissa

di Federica Meta
Tim Brasil chiuderà il 2011 con ricavi in crescita a circa 16 miliardi di reais (circa 7 miliardi di euro), contro i 14,45 del 2010. È la stima che ha fatto l'ad della controllata di Telecom Italia, Luca Luciani, presentando Tim Fiber, la società con la quale la società telefonica torna sul mercato della telefonia fissa nel Paese sudamericano. Il tasso di crescita dei ricavi nel 2011 dovrebbe essere del 12%, in anticipo di un anno sui target del piano (7-8%).

Confermata anche la quota di mercato: alla fine dell'anno Tim Brasil avrà una quota nel mercato del mobile brasiliano del 26%, dietro Vivo (29,6%) e davanti a Claro (25,2%).
Intanto il carrier lancia nel Paese sudamericano Tim Fiber, la società con la quale torna nel fisso con l'offerta a banda larga per la trasmissione dati fino a 100 mega a Rio de Janeiro e San Paolo e potenzia i servizi mobili nelle due città. "Con Tim Fiber - ha spiegato l'ad di Tim Brasil Luca Luciani - puntiamo a raggiungere 1 milione di attivazioni sul fisso entro cinque anni e la metà dei nostri clienti mobili", che al momento sono circa 60 milioni. Da un punto di vista finanziario, ha proseguito, "Tim Fiber impatterà sui ricavi di Tim Brazil per 1 miliardo di reais nel medio periodo (2016)». Il lancio di Tim Fiber è stato reso possibile dall'acquisizione, per 1,6 miliardi di reais, di Aes Atimus, la società che dispone di una rete in fibra ottica urbana di 5.500 km su Rio e San Paolo: "Con questo investimento - ha osservato Luciani - facciamo un salto dal punto di vista delle reti urbane, con un enterprise value di 4,8 miliardi di reais" nell'arco di piano.

Secondo le previsioni di Tim Brasil, infatti, l'operazione porterà risparmi tra costi e investimenti per 1,1 miliardi, un'accelerazione del segmento corporate fisso per 400 milioni e di quello mobile per 800 milioni: 2,5 miliardi, infine, si riferiscono al lancio della trasmissione dati per la clientela residenziale fissa. Con Tim Fiber, infatti, Telecom torna nella telefonia fissa in Brasile, da cui era uscita nel 2007 dopo l'infelice esperienza con la Brasil Telecom. Il mercato brasiliano è fondamentale per l'operatore telefonico, dove è secondo nella telefonia mobile con una quota di mercato del 26%. "Rio e San Paolo - ha sottolineato Luciani - valgono 30 miliardi sul fisso e mobile". Quindi le possibilità di crescita sono consistenti, ma, ha concluso Luciani, "non abbiamo in mente altre acquisizioni".

05 Dicembre 2011