Retention "illegittima": il caso Vodafone-Fastweb sul tavolo di Agcom

LUNEDI LA DECISIONE

La Commissione Infrastrutture e Reti dell'Authority esaminerà lunedì l'istanza presentata dalla società presieduta da Bertoluzzo che denuncia la concorrente di "trattenere" i propri utenti fissi proponendo contro-offerte migliorative in fase di migrazione. Il "danno" vale 600 clienti al mese

di Mila Fiordalisi
A quasi sei mesi dall’istanza presentata da Vodafone (era l’inizio dell’estate) la Commissione infrastrutture e reti (Cir) dell’Agcom ha fissato all’odg del prossimo 12 dicembre la decisione in merito alle presunte illegittime attività di retention dei clienti fissi, da parte di Fastweb, nel processo di migrazione verso Vodafone.

Corposo il “fascicolo” sul tavolo della Commissione: 600 in media i “nuovi” clienti che ogni mese Vodafone avrebbe potuto aggiungere al proprio portfolio se Fastweb non li avesse ricontattati proponendo contro-offerte migliorative per trattenerli a sé.

Una sessantina, inoltre, le conversazioni registrate (con il consenso dei clienti) che comproverebbero il comportamento illecito da parte di Fastweb: i clienti interpellati fra quelli che avevano deciso di “passare” a Vodafone hanno dichiarato, segnala l’azienda, di aver cambiato idea a seguito delle contro-offerte “allettanti” proposte da Fastweb. Una pratica illegittima, denuncia Vodafone, perpetrata nel tempo nonostante Fastweb fosse già stata protagonista in passato di un’analoga controversia con Telecom Italia conclusasi a favore di quest’ultima: la delibera 96/10/Cir ha infatti imposto a Fastweb il divieto di utilizzare i dati provenienti dagli ordini di migrazione per ricontattare i clienti ed indurli al ripensamento.

In attesa della decisione di lunedì prossimo Vodafone fa intanto sapere che i sei mesi di attesa sono costati caro in termini di clienti “mancati”, ma anche di gestione delle attività di migrazione non andate a buon fine, di “reputation” e di costi legati agli indennizzi agli utenti. Una volta avviate le procedure di migrazione – puntualizza infatti la società – non sempre è possibile annullare le operazioni: se l’altro operatore comunica troppo tardi il ripensamento il processo non puo’ infatti piu’ essere bloccato. In questo caso Vodafone, anche se il disagio e’ imputabile all’illegittima pratica di retention, riconosce autonomamente un indennizzo al cliente.

Vodafone segnala inoltre l’asimmetria fra telefonia mobile e fissa: nonostante l’Agcom abbia già deliberato in materia vietando le attività di retention da parte degli operatori e vietando ai clienti di annullare le pratiche avviate, nel caso della telefonia fissa la pratica è ancora diffusa.

07 Dicembre 2011