Tlc, Calabrò: 'Società veicolo per le reti Ngn'

RELAZIONE 2009 AGCOM

"Una società veicolo formata da un nucleo forte di partner industriali con un mix di capacità imprenditoriali per sviluppare il progetto fibra"

"Una società veicolo formata da un nucleo forte di partner industriali con un mix di capacità imprenditoriali per sviluppare il progetto fibra". Lo dice il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò nella presentazione della Relazione Annuale dell'Autorità Garante delle Comunicazioni tenuta oggi alla Camera dei Deputati. (scarica la sintesi in slides)

E' la via "più praticabile", secondo Calabrò, per dotare il Paese della fibra ottica. Il progetto "dovrebbe puntare a una rete aperta, sostituendo i doppini telefonici nelle aree dove esiste una ragionevole aspettativa di redditività, ed essere organizzato sul modello del digitale terrestre", identificando una serie di aree territoriali dove effettuare la sostituzione del doppino con la fibra. "Le infrastrutture a larga e larghissima banda - prosegue il presidente - rappresenteranno la spina dorsale dell'avvenire dei Paesi avanzati" ed è per questo che "l'anno scorso ho lanciato - ricorda - l'idea di un grande progetto, di una grande missione nazionale di fiber Nation".

Calabrò apprezza "senza riserve" il piano anti-digital divide del vice ministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, ma "superare il digital divide "è doveroso ed anche economicamente proficuo. Ma questo non deve distogliere dall'altro passo che contemporaneamente deve compiere il sistema, quello verso l'ultrabanda, ossia le fibre ottiche, che presentano un incomparabile valore prospettico. I due tipi di interventi, lungi dall'essere sostitutivi, sono complementari". Secondo Calabrò "giustamente Francesco Caio nel suo rapporto del giugno di quest'anno avverte che potrebbe verificarsi il rischio di accorgersi troppo tardi che l'infrastruttura non è sufficiente a fronteggiare la domanda".

Per il presidente di Agcom, " la spallata può venire solo dagli operatori di Tlc". Se si adottasse il modello usato per il passaggio al digitale terrestre si potrebbe procedere individuando una serie di aree territoriali dove posare le reti di nuova generazione. “Il primo gruppo di aree territoriali dovrà necessariamente contenere aree dove esistano nuclei familiari con disponibilità economiche ed interesse ai servizi offerti dalla fibra, ma poi potrà estendersi. Si parta anche con un nucleo ristretto di abitazioni, ma si parta subito". Inoltre, prosegue Calabrò, "in sintonia con le indicazioni comunitarie valuteremo insieme con gli operatori le opzioni regolamentari che, garantendo la concorrenza, incoraggino maggiormente e remunerino adeguatamente gli investimenti in fibra".

Un ruolo anche per la Cassa Depositi e prestiti
Una società veicolo per la fibra ottica ma chi può finanziarla oltre agli operatori interessati ad investire nelle nuove reti? Calabrò avanza un’ipotesi che prevede anche la partecipazione, o come azionista o come finanziatore, della Cassa Depositi e prestiti. La società, spiega Calabrò “ potrebbe mettere a frutto i tratti in fibra eseguiti dalle Amministrazioni locali (com’è avvenuto in Olanda) e le opere civili da quelle realizzate ad altro scopo (tunnel, fognature, cavidotti vari), com’è avvenuto a Milano, Parigi e altre capitali europee, e potrebbe anche ottenere finanziamenti dalla Cassa Depositi e Prestiti o nel capitale (come avviene in Francia, dove 79 progetti infrastrutturali sono gestiti in regime di co-finanziamento), o sotto forma di prestito a tasso agevolato, a condizione che il lender si assuma gli stessi rischi dei privati”.

Open Access

Il presidente di Agcom Corrado Calabrò, “promuove” Open Access nella Relazione Annuale:  “Anche dal confronto con le Autorità omologhe e con esperti nazionali e internazionali, emerge unanime il giudizio che questo passaggio rappresenta uno snodo
fondamentale che, se compiutamente attuato, garantirà anche al settore della telefonia fissa un contesto durevolmente concorrenziale, con maggiore libertà di scelta per i consumatori finali che beneficeranno di maggiori innovazioni tariffarie e di migliore qualità del servizio”.

Open Access è la nuova divisione di Telecom Italia che, grazie ad una serie di impegni sottoscritti dall’operatore dominante, è impegnata a fornire aTelecom e ai concorrenti servizi in maniera non discriminata. Secondo Calabrò “Gli impegni sottoscritti da Telecom Italia, tagliano alla radice il nodo delle controversie tra operatori concorrenti, assicurando strutturalmente condizioni di effettiva parità di trattamento (equality of access) tra Telecom e gli altri operatori.
Secondo il presidente di Agcom, “fondamento di tale riforma è la separazione organica della gestione della rete di accesso dalla commercializzazione dei servizi forniti da Telecom”

"Spunti interessanti nella Relazione di Calabrò" secondo il il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani che in una nota spiega che “il piano del Governo prevede un investimento di circa un miliardo e mezzo di euro ed è finalizzato ad annullare il digital divide che ancora attarda il nostro paese rispetto ai partner europei. Un primo passo – conclude Romani - al quale seguirà un’implementazione delle reti di nuova generazione”.

07 Luglio 2009