Sciolla: "Più stimolo per gli operatori non soltanto mobili"

APPELLO A MONTI/5

Trasformare l’Ict in leva per lo sviluppo. Nella nostra inchiesta abbiamo chiesto a 16 manager quali sono le priorità che il governo Monti dovrebbe portare avanti. Ecco la ricetta dell'Ad di BT Italia

di Corrado Sciolla, ad di BT Italia e Vp Asstel
I governi cambiano ma, purtroppo, i problemi restano. Auspicando che il Governo Monti sia, nei confronti dell’innovazione tecnologica, più “efficace” dei Governi che lo hanno preceduto, vorrei suggerire alcune iniziative prioritarie per trasformare l’Ict in una leva per lo sviluppo. Come ha illustrato recentemente uno studio di Oxford Economics esiste uno stretto rapporto tra Ict e Pil: se l’Europa investisse in Ict al pari degli Stati Uniti il suo prodotto lordo potrebbe crescere, in media, del 5% (760 mld di euro) da qui al 2020. Per l’Italia la crescita potrebbe addirittura essere superiore: 7% pari a 140 mld.

In questo contesto - e questa e la seconda conclusione importante dello studio - i Governi e le loro scelte politiche influiscono direttamente sull’efficacia degli investimenti in Ict e sui relativi benefici in termini di produttività. Proprio per questo, la prima richiesta che farei al Governo Monti è quello di adoperarsi per ripristinare le condizioni necessarie a stimolare gli investimenti di tutti gli operatori, non solo quelli “mobili”. Per condizioni “favorevoli” intendo sia un quadro regolamentare “certo” sia la revisione di alcune situazioni che penalizzano, senza ragione, gli operatori di telefonia fissa. Mi riferisco qui al tema dei costi di terminazione riconosciuti agli operatori mobili, che, contro il parere della Commissione europea, sono stati recentemente confermati ad esclusivo favore di questi ultimi.

Appare invece indispensabile ridistribuire questi benefici in modo più equilibrato così che tutti gli operatori possano fare la loro parte nella realizzazione di una Rete di Nuova Generazione (Ngn) ad elevate prestazioni in grado di aiutare sia le imprese italiane sia l’Amministrazione pubblica ad essere più “performanti”. La seconda richiesta va di pari passo con la prima e riguarda la costituzione di una “cabina di regia” per l’attuazione di una Agenda digitale che abbia come priorità il sistema produttivo italiano e i suoi distretti industriali. Che poi la “cabina di regia” sia affidata, o meno, ad un Sottosegretario ha poca importanza. Quello che veramente conta è che il “regista” sia adeguatamente investito dei poteri necessari per dare attuazione alle decisioni prese di concerto con tutti gli interessati. L’Italia del dopoguerra ha largamente beneficiato della lungimiranza di chi si è adoperato per dotare il Paese di una buona rete autostradale. Appare oggi indispensabile replicare questo modello collocandolo però su di una nuova dimensione globale, come solo le autostrade della comunicazione sono in grado di fare.

14 Dicembre 2011