Novari: "Liberalizzare le frequenze televisive"

APPELLO A MONTI/6

Trasformare l’Ict in leva per lo sviluppo. Nella nostra inchiesta abbiamo chiesto a 16 manager quali sono le priorità che il governo Monti dovrebbe portare avanti. La parola all'ad di 3 Italia

di Vincenzo Novari, ad 3 Italia
Per la Banca Mondiale, un incremento del 10% della penetrazione della banda larga fa aumentare il Pil dell’1,3 %. Tanto più in un Paese come il nostro, dove la banda larga è in ritardo rispetto ai paesi europei più avanzati. Il governo Monti ha al suo interno le competenze e la visione per fare dell’Ict una leva di sviluppo per il Paese, a partire dalla dematerializzazione della PA, della sanità, della giustizia, per arrivare ad una più spinta internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, che oggi non sa ancora usare la Rete per allargare i suoi mercati.
Ci sono misure invece meno ovvie, come la riduzione delle barriere all’accesso da parte dei consumatori (in questo ambito, l’assetto trovato dall’Agcom in materia di terminazione rappresenta sicuramente un’occasione perduta) e l’ampliamento delle risorse destinabili alla banda larga mobile, per esempio attraverso una liberalizzazione delle frequenze televisive, oggi sovradimensionate rispetto a quelle destinate alle Tlc.

L’adozione rapida del “bill and keep”, per esempio, ovvero la ridefinizione del modello economico su cui si basano le interazioni tra operatori, con l’eliminazione della terminazione, consentirebbe di rivoluzionare l’offerta per i consumatori, aprendo a formule “a forfait” più coerenti con un ruolo decisamente più propulsivo delle telecomunicazioni.

14 Dicembre 2011