Swisscom svaluta Fastweb, utile 2011 scende di 1,2 mld franchi

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Crisi del debito sovrano e aumento dei tassi di interesse in Italia impattano negativamente sulla controllata. Nessuna incidenza sulla politica dei dividendi

di Patrizia Licata
Swisscom si aspetta quest'anno un calo dell' utile di 1,2 miliardi di franchi svizzeri (0,97 miliardi di euro circa), a causa delle difficoltà economiche e all'aumento dei tassi di interesse in Italia, fattori che hanno avuto un impatto negativo sulla controllata Fastweb. Lo afferma la società in un un comunicato.

La società elvetica ha così dovuto adeguare il business plan di Fastweb e rettificare il valore della partecipazione, precisando che tale operazione non inciderà negativamente sul cash flow e sul versamento dei dividendi (alla prossima assemblea verra' proposto un incremento della cedola di un franco a 22 franchi svizzeri per azione).

Swisscom ha in ogni caso precisato che l'investimento in Fastweb rimane strategicamente e finanziariamente importante, considerando le sue moderne infrastrutture in fibra ottica e il positivo contributo alla crescita dei ricavi dell’intero gruppo. "Sarebbe sbagliato mettere in discussione l'investimento in Italia, e sicuramente non stiamo pensando di entrare in altri mercati", ha detto l'Ad di Swisscom, Carsten Schloter, in una conference call.

Nella primavera 2007, Swisscom ha rilevato Fastweb per approfittare della crescita del mercato della banda larga italiano grazie alla moderna infrastruttura in fibra ottica dell’azienda e per compensare l’attesa erosione del fatturato e dei risultati sul mercato svizzero. Da quando è stata rilevata, Fastweb si è sviluppata positivamente: nel 2010 il fatturato dell’azienda è aumentato del 50% circa a 1,9 miliardi di euro; nello stesso periodo l’Ebitda, senza spese straordinarie, è progredito di oltre il 50% a circa 490 milioni di euro.

Fastweb dispone di una forte posizione di mercato nel segmento delle grandi e medie imprese: con una quota del 20% circa, è la numero due nel segmento dei clienti commerciali. E dall’acquisizione da parte di Swisscom, lo share in questo segmento è raddoppiato.

Nel segmento della clientela privata, dopo una fase di crescita, Fastweb è stata tuttavia sotto pressione negli ultimi trimestri. All’origine di questo andamento sono la difficile situazione economica in Italia determinata anche dalla crisi finanziaria e dei debiti, la crescente saturazione del mercato della banda larga e la forte competitività a livello di prezzi determinata dall’entrata sul mercato di nuovi operatori. Nel segmento della clientela privata ciò si traduce in una diminuzione superiore alle attese delle entrate medie per cliente. La disponibilità dei clienti a cambiare operatore è aumentata e la quota di crescita netta di nuovi clienti è inferiore a quanto previsto inizialmente. Inoltre Fastweb deve fare i conti con elevate perdite sui crediti.

Ma nel rettificare il valore di Fastweb, Swisscom ha preso in considerazione anche il maggiore rischio-Paese dell’Italia, un supplemento dei costi di capitale e una riduzione delle prospettive di crescita. L’elevato indebitamento dello Stato, la debole crescita economica, la crescente disoccupazione e l’insicurezza politica sono fattori di rischio che compromettono la futura crescita e quindi il valore dell’azienda, afferma la casa-madre.

Di fronte alla crisi italiana, però, Swisscom non resta a guardare e vara subito una “strategia focalizzata e un business plan adeguato” per Fastweb per raggiungere gli obiettivi di medio termine. Il nuovo business plan prevede – dopo un calo dei fatturati nei primi due anni – una crescita media annua del fatturato del 2,5% per tutto il periodo di pianificazione di cinque anni. Sono considerate fonti di fatturato "la partnership con Sky, l’elevata qualità dei servizi e l’ampliamento dell’offerta di telefonia mobile". Entro il 2016 il margine Ebitda dovrebbe migliorare e attestarsi al 34% grazie all’aumento dell’efficienza, a un contenimento dei costi per 120 milioni di euro nei prossimi due anni e a un’ulteriore riduzione delle perdite sui crediti.

14 Dicembre 2011