Teléfonica cede alla crisi, salta il tabù del dividendo "intoccabile"

LA SVOLTA DELLA TELCO

L'operatore spagnolo pagherà per quest'anno ancora 1,60 dollari ad azione, ma nei prossimi due anni la quota scenderà a 1,50 contro l'1,75 previsto. L'analisi di Bernstein: svolta nelle politiche di remunerazione, più margine di manovra per le telco rivali

di Patrizia Licata
Il dividendo non è poi così intoccabile per Telefonica. Solo pochi mesi fa il colosso spagnolo definiva la remunerazione degli azionisti “sacrosanta”, ma oggi deve piegarsi al profondo mutamento dello scenario macroeconomico e optare per un taglio del suo dividendo per il 2012 e per il 2013. Quest’anno Telefonica pagherà ancora 1,60 dollari per azione, ma nei prossimi due anni scenderà a 1,50, contro 1,75 dollari previsti in precedenza.

La decisione di Telefonica sarà probabilmente uno shock per gli investitori dell’indebitata telco spagnola, commenta il Financial Times, e lascia dubbi sulla sostenibilità della politica dei dividendi anche degli altri grandi gruppi telecom.

A novembre l’incumbent spagnolo ha riportato la sua prima perdita trimestrale in nove anni, determinata dal forte calo delle vendite sul mercato domestico. Telefonica ha di conseguenza annunciato il taglio di 6.500 posti di lavoro in Spagna e fuso la divisione spagnola all’interno della unit Europa.

Ángel Vilá, chief financial officer del gruppo di Madrid, spiega oggi che la riduzione del dividendo darà a Telefonica maggiore “flessibilità finanziaria”, consentendo al contempo di continuare a pagare gli investitori.

Gli analisti pensano che la decisione di Telefonica susciterà timori negli investitori di tutte le aziende telecom, considerate finora degli investimenti sicuri proprio per i dividendi quasi sempre generosi e potrebbero allontare dalle telco molti dei loro tradizionali sostenitori.

Robin Bienenstock, analista di Bernstein, sottolinea come la riduzione del dividendo segni per Telefonica un grande "cambiamento psicologico", perché l’azienda ha sempre difeso le proprie politiche di remunerazione degli azionisti, ma potrebbe anche rappresentare un sollievo per le telco rivali, perché darebbe loro maggior spazio di manovra in futuro. Insomma, l’era dei dividendi alti delle telco potrebbe volgere alla fine.

15 Dicembre 2011