Calabrò: "Agcom ha diritto di suggerire soluzioni"

BANDA LARGA

Intervenendo al convegno organizzato da I-Com, Stefano Pileri, direttore Technology & Operations di Telecom Italia, ha ribadito la necessità di un intervento pubblico "solo nella aree in fallimento di mercato"

“Le nuove reti sono indispensabili e il loro sviluppo va avviato considerato che ci vorranno almeno 20 anni per portarle a termine”. Ne è convinto Stefano Pileri direttore Technology & Operations di Telecom Italia che, intervenendo al convegno “Allargare la banda” organizzato da I-Com, in corso a Roma alla Camera dei deputati, ha anche ribadito i dettagli del piano che Telecom Italia sta portando avanti: al 2016 saranno 13 milioni le abitazioni raggiunte dalla fibra per un totale di mille città coperte e un investimento di 5 miliardi di euro. “Stiamo portando avanti il nostro piano ma la regolamentazione può fare moltissimo per rendere stabili le condizioni di mercato - ha specificato Pileri -. L’intervento statale non serve, ma potrebbe essere effettuato solo nel momento in cui le Ngn nelle grandi città rendessero le altre aree a fallimento di mercato”.

E di regole ha parlato anche Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom che ha ribadito il prezioso ruolo che l’Authority è chiamata a svolgere per la diffusione della banda larga nel Paese. Replicando all’articolo di Massimo Mucchetti, pubblicato il 12 luglio su Corriere della Sera secondo il quale l’Agcom avrebbe travalicato i confini di competenza, Calabrò ha risposto che “non c’è alcuna ingerenza nella politica industriale del Paese ma non vogliamo un Paese a doppia velocità. Ci sono investimenti cospicui a fare: lo Stato non può intervenire direttamente, ma ci sono organismi che possono farlo come la Cassa Depositi e Prestiti”.
Calabrò ha anche puntualizzato che, nel suggerire la creazione di una società “veicolo” (ovvero quella formata da un nucleo forte di partner industriali con un mix di capacità imprenditoriali per sviluppare il progetto fibra che il presidente aveva auspicato nel presentare la Relazione Annuale ), “non vi era alcuna intenzione né palese né sottintesa di ipotesi di scorporo della società della rete da parte di Telecom Italia”.

Il convegno è stata anche l’occasione per  discutere dei fondi necessari a sviluppare le nuove reti. “Mi auguro che nella prossima seduta del Cipe si faccia un passo serio in direzione della banda larga e si sblocchino finalmente le risorse - ha dichiarato Paolo Gentiloni, responsabile delle Comunicazioni del Pd  ed ex ministro delle Comunicazioni -. Non sappiamo esattamente quale sarà l’ammontare finanziato visto che è stata corretta la norma, approvata solo qualche settimana fa al Senato, che accantonava per la banda larga 800 milioni di euro”.
La nuova formulazione presente nel decreto fiscale riporta infatti la dicitura “fino a un massimo” di 800 milioni, “introducendo di fatto - scriveva il Sole 24ore - un tetto a questi stanziamenti”.
“L’opposizione è disponibile a forme di pressione comune delle forze parlamentari nei confronti del governo - ha concluso Gentiloni - affinché il lavoro fatto non rischi di essere vanificato” aggiungendo che “serve maggiore certezza su quali sono gli orientamenti del Paese in merito alla reti di nuova generazione.



13 Luglio 2009