Bernabè alla Ue: 'Difendere chi investe nelle reti'

Concorrenza

"Ci sono società come Google e Apple che competono nel settore delle Tlc lasciando a noi gli oneri degli investimenti"

di Mila Fiordalisi
“Ci sono società fuori dalla Ue che competono nel settore delle Tlc lasciando però a noi l'onore delle infrastrutture mentre loro portano via risorse”. Franco Bernabè, Ad di Telecom Italia, invita il nuovo Parlamento e la futura Commissione europea ad accendere subito i riflettori sulla questione delle regole in materia di Tlc. In occasione di una serata organizzata dall’azienda italiana a Strasburgo in onore dei nuovi deputati europei, Bernabè ha fatto presenti le difficoltà in cui per la prima volta versa seriamente il comparto delle Tlc.

“L'industria delle Tlc vive un momento complesso e nuovo - ha spiegato l’Ad di TI -. Eravamo abituati ad un mercato in costante crescita, che offriva sempre nuovi prodotti, mentre ora nella prima volta nella Ue ci troviamo in una saturazione di mercato o anche, in alcuni Paesi, davanti a una flessione della domanda". Inequivocabile il j’accuse nei confronti di aziende che “approfittano” dei newtork per veicolare contenuti senza partecipare agli investimenti.

“Nello scenario competitivo europeo sono entrati soggetti non conosciuti prima come Google o Apple che lasciano a noi l'onere delle infrastrutture mentre loro portano via risorse”. Onere ingente se si considera che per la realizzazione delle nuove reti – ha ricordato Bernabè – serviranno almeno 10 miliardi di euro (nella sola Italia). “Siamo di fronte ad un nuovo ciclo che necessità di un rilancio degli investimenti mentre assistiamo a una forte pressione sulla generazione di cassa. La nuova regolazione si deve confrontare con due esigenze: nel medio periodo trasferire benefici ai consumatori e nel lungo dare alle imprese la possibilità di competere. Speriamo ora di avviarci verso un clima regolatorio favorevole per poter fare investimenti”, ha concluso l’Ad di Telecom Italia.

15 Luglio 2009