Ghera: 'Roma fiber city entro cinque anni'

NUOVE RETI

Secondo l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Roma le mini-trincee e la tecnologia Hdd per la posa della fibra saranno un modello per l'talia

di Federica Meta
Banda larga a 100 Mb in tutta la Capitale. È l’obiettivo strategico del Comune di Roma, fiore all’occhiello del progetto Roma digitale. A questo proposito la Giunta ha approvato una delibera relativa al nuovo regolamento per i lavori di scavo per permettere una più snella azione amministrativa per la posa di cavi in fibra ottica e per utilizzare nuove tecniche a basso impatto ambientale. A parlare dell’iniziativa con il Corriere delle Comunicazioni Fabrizio Ghera, assessore ai Lavori pubblici e Periferie del Comune di Roma.
In cosa si caratterizza il progetto Roma digitale?
Il progetto parte da una constatazione: il 70% dei costi per la creazione di una nuova rete d’accesso per  le Tlc è dovuto alle opere di scavo. Il Comune ha adottato procedure di attivazione dei lavori che facilitano il compito degli operatori di mercato, avvalendosi al contempo di nuove tecnologie a basso impatto ambientale, come l’Hdd (Horizontal Directional Drilling), o la posa in mini trincee delle fibre ottiche, per ridurre i costi e consentire interventi rapidi e poco impattanti per il traffico cittadino rispetto alle tecniche classiche con scavi a cielo aperto. Viene inoltre costituito un Comitato presso il Dipartimento Lavori Pubblici con compiti di indirizzo e coordinamento, che valuterà i progetti degli operatori di mercato con i Municipi competenti.
Questa modalità può diventare un modello di cablaggio per l’Italia?
Se gli operatori di mercato risponderanno positivamente all’iniziativa del Comune, il modello potrà essere adottato anche in altre città. Le amministrazioni possono dare un forte contributo nel processo di pianificazione e realizzazione delle infrastrutture civili a supporto delle telecomunicazioni. Allo stesso tempo il Ministero per la PA e Innovazione, con la recente sottoscrizione del piano e-gov 2012 del Comune di Roma, ha manifestato disponibilità a coinvolgere gli organi competenti, tra cui l’Agcom, per dare sostegno al progetto.
Quali aziende verranno coinvolte in Roma digitale?
Sono invitati a cooperare tutti gli operatori di mercato all’interno di un sistema integrato che eviti sovrapposizioni e duplicazioni e che renda agevole la condivisione di reti. In tal modo si limiteranno i disagi ai cittadini e si ridurranno i costi. Ovviamente anche gli operatori di telefonia mobile possono partecipare, soprattutto nel collegare in fibra le loro stazioni radio base e nel potenziare i servizi nella città.
Come verrà invece implementata la nuova rete?
In funzione dei piani che gli operatori di mercato ci sottoporranno. Il Comune, però, è andato oltre, proponendo in e-gov 2012 la realizzazione di servizi online per favorire l’impiego delle infrastrutture presenti ed efficientare i servizi in collaborazione le altre amministrazioni dello Stato tramite l’interazione con i loro centri di elaborazione dati e le loro reti.
A quando la prima pietra?
Una volta completato l’iter di approvazione del regolamento per i lavori stradali e di posa delle canalizzazioni, intendiamo promuovere un incontro con tutti gli operatori di mercato per  avviare la fase progettuale. Si potrebbe iniziare dopo le ferie estive ed il termine dei lavori dipenderà dai piani realizzativi che verranno presentati. Credo comunque che entro 5 anni la città possa essere interamente cablata.
Cosa vuol dire per una metropoli come Roma avere una rete di nuova generazione?
Vuol dire innanzitutto garantire la fruizione di servizi telematici ad alto valore tecnologico e amministrativo. Roma  raccoglie al suo interno una forte domanda di larga banda, con gli oltre 800mila collegamenti Adsl attivi sul suo territorio. È l’ambiente ideale per dar vita ad un indotto di servizi di grande rilievo a favore dei nostri cittadini e delle 167mila imprese dislocate sul nostro territorio.

20 Luglio 2009