Mobile, i mercati emergenti più disponibili ad innovare

ACCENTURE

Secondo Accenture nel 2012 due terzi dei Cio destineranno il 20% dei budget a nuove dotazioni tecnologiche con una forte differenza tra Paesi in via di sviluppo (94%) e mercati maturi (35%)

di Federica Meta

Le aziende che operano nei mercati emergenti vedono le tecnologie mobile come una delle massime priorità e investono di più rispetto alle imprese dei mercati maturi per dotare la propria organizzazione di strumenti innovativi. A dirlo The Accenture 2012 Cio Mobility Survey evidenzia come due terzi (67%) dei chief information officer e dei professionisti IT ritengano che il mobile influirà sulle loro aziende al pari o più di quanto non abbia fatto Internet negli anni Novanta. La ricerca svela inoltre che quest’anno oltre due terzi (69%) dei professionisti IT destineranno più del 20% del proprio budget al potenziamento della dotazione di tecnologie mobili, con una forte differenza tra i mercati emergenti (94%) e i mercati maturi (35%). Analogamente, l’indagine ha rilevato che il 48% degli intervistati nei mercati emergenti dispone di una strategia di mobility ampiamente sviluppata, contro un modesto 12% degli intervistati nei mercati maturi.

“Oggi la maggioranza dei cio riconosce alle tecnologie mobili la capacità di trasformare il business delle aziende, ragion per cui una percentuale sempre più alta dei budget IT è destinata al mobile - spiega Dan Lauderback, global managing director Accenture Mobility Services - Tuttavia i cio si trovano spesso a combattere contro la proliferazione dei dispositivi dei dipendenti e delle applicazioni da loro stessi sviluppate, per cui in molti casi, stanno ancora scoprendo le opportunità offerte dal mobile. Il mobile non è semplicemente un’estensione dei sistemi informatici tradizionali, bensì un modo del tutto nuovo di fare business. Le imprese che investono nel mobile per dare maggiore autonomia al personale, opportunità ai clienti e per trovare nuovi canali per la vendita formano una categoria a sé”.

Lo studio ha inoltre rilevato alcuni aspetti problematici che complicano l’adozione delle tecnologie mobili da parte delle imprese. Sicurezza e costi sono in cima alla lista. Il 50% degli intervistati ha citato la sicurezza quale principale fattore che impedisce la realizzazione delle priorità legate alla mobilità; costi e budget sono al secondo posto (43%), mentre il 26% ha segnalato l’interoperabilità con i sistemi esistenti o la scarsa conoscenza dei vantaggi del mobile. Inoltre, nessuno dei sistemi operativi più diffusi per smartphone ha ottenuto la completa approvazione degli sviluppatori in tema di sicurezza, ma più della metà (53%) ha affermato che iOS di Apple offre il miglior livello di sicurezza, mentre Android di Google è al secondo posto (24%).

La ricerca evidenzia le difficoltà dovute alla frammentazione del mercato e legata anche al gran numero di piattaforme e dispositivi mobili esistenti. In particolare gli sviluppatori credono che la molteplicità di piattaforme renda più difficile la gestione delle app e la loro monetizzazione, mentre per i professionisti IT all’interno delle imprese essa complica l’adozione di una delle tendenze più forti del mobile: l’utilizzo da parte dei dipendenti delle applicazioni aziendali sui propri dispositivi.

“La scelta di investire in applicazioni per i dipendenti o per i consumatori è complessa e l’enorme numero di dispositivi mobili rende la scelta ancora più complicata – aggiunge Lauderback - I cio devono affrontare con determinazione questi aspetti nel momento in cui devono giustificare la spesa legata alla mobilità”.

In un mercato particolarmente dinamico, i professionisti IT e gli sviluppatori attuano varie strategie per generare ricavi. A livello d’impresa, il 42% dei professionisti IT ha dichiarato di voler migliorare i servizi di field o i servizi al cliente consentendo l’accesso istantaneo ai database e ai dati aziendali, nonché la possibilità di concludere transazioni on-the-spot. Gli sviluppatori hanno invece citato download (41%), acquisti integrati nelle applicazioni (29%), pubblicità tradizionale (24%) e abbonamenti (20%) come possibili modi per far fruttare le applicazioni proposte ai consumatori.

Per quanto riguarda le differenze a livello geografico. Nei mercati emergenti, i professionisti IT sono molto più attenti al mobile rispetto ai mercati  maturi. Il 93% dei latinoamericani e l’81% degli asiatici hanno affermato che il mobile porterà nuovi significativi ricavi, mentre solo il 66% degli intervistati europei e il 56% degli americani concordano con tale affermazione. Analogamente, la metà degli intervistati messicani e cinesi, nonché il 40% e il 32% rispettivamente di indiani e brasiliani, ritiene che il mobile avrà un impatto sulla loro attività pari o superiore a quello generato da Internet negli anni Novanta, ma solo uno su cinque (20%) in Inghilterra e negli Stati Uniti concorda.

“Abbiamo già assistito in precedenza a questo sorpasso dei mercati emergenti – ricorda Lars Kamp, responsabile strategia e sviluppo aziendale, Accenture Mobility Services - Molto spesso infatti le imprese in questi mercati, partendo da zero, riescono ad introdurre più facilmente le nuove tecnologie”.

Dallo studio Accenture emerge dunque la necessita per i professionisti IT di elaborare una strategia aziendale complessiva per il mobile. A tale scopo, Accenture consiglia un approccio multidisciplinare che prenda in considerazione tre elementi chiave: tecnologia, esigenze di business e gestione.

“Le imprese devono elaborare un elenco dei progetti mobile in corso e chiarirne gli obiettivi, velocizzare i progetti standardizzandoli e innovare per creare un vantaggio competitivo – conclude Kamp - La crescente diffusione di smartphone e tablet ha ridotto i cicli d’innovazione informatica per le imprese a 12-18 mesi. Di conseguenza le aziende devono rivedere la propria strategia mobile ogni 6-12 mesi per assicurarsi di investire sulle tendenze giuste.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Febbraio 2012

TAG: accenture, mobile, mercati emergenti

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