Modello Oxera, davvero un uovo di Colombo?

CHE BROADBAND FA

Dare vita a una società strutturalmente separata, attiva solo a livello wholesale, che beneficierebbe di fatto di una sorta di regulatory vacancy

di Cristoforo Morandini, Associated partner Between

In un contesto di risorse scarse, il tema degli investimenti congiunti per la realizzazione delle reti di nuova generazione rimane di grande attualità. In Italia, al di là dell’esperienza del co-siting radiomobile e dei casi di Trento e Metroweb (entrambi con coinvolgimenti parziali degli operatori), i tentativi di coinvolgere i grandi operatori in un progetto comune sono finora falliti, sia a livello nazionale che locale. Per questo motivo, molto interesse ha suscitato il modello presentato dalla società Oxera (per Vodafone), che consiste nella costituzione di una società strutturalmente separata, attiva solo a livello wholesale, che beneficerebbe di fatto di una sorta di “regulatory vacancy”.

Alla società parteciperebbe sicuramente l’incumbent e altri operatori con quote di almeno il 10%. Le architetture sarebbero ibride e le condizioni economiche di accesso ai servizi verrebbero differenziate per prestazione e contesto geografico in modo da remunerare adeguatamente gli investimenti. Particolari meccanismi di governance e safety cap dovrebbero infine garantire le condizioni concorrenziali. Sembra l’uovo di Colombo, ma,  anche al di là di forti dubbi sui profili regolamentari e antitrust, non sembra risolto lo scoglio della valorizzazione dei conferimenti e in particolare del rame nelle aree interessate dal progetto (anche se è previsto un incentivo per la migrazione). Nell’ambito del Piano Sud si troverà un modello percorribile, almeno per le aree a fallimento di mercato? La strada rimane “Cima Coppi”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 05 Marzo 2012

TAG: between, oxera, vodafone, banda larga

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