Telecom Italia, utili a +10,4%; il Cda dà l'ok alla cessione di La 7

LA CESSIONE

Nel primo trimestre ricavi in crescita del 4,5%. Bernabè: "Confermiamo tutti i target del 2012". Via libera alla dismissione delle attività media. Obiettivo: ridimensionare l'indebitamento. E il titolo sale in Borsa

di F.Me.

Il Cda di Telecom Italia ha deciso di dare avvio alla dismissione delle attività media che fanno capo a Telecom Italia Media, dando dunque via libera alla cessione  de La7 senza però specificare l'eventuale compratore. L'annuncio fa balzare Telecom Italia in Borsa del 2,5% (a 0,86 euro) al fianco di Ti Media (+10% a 0,17 euro).

In un'intervista a La Stampa, il presidende Franco Bernabè chiarisce i motivi che hanno spinto alla cessione e la situazione del gruppo. "Ora ci sono le condizioni per vendere e garantire "la massima trasparenza e la salvaguardia dei valori che La7 ha creato in questi anni".

In Italia quest'anno Bernabè punta a rilanciare gli investimenti: "Nella banda ultralarga fissa, stiamo posando fibra a spron battuto in tutte le principali città italiane, nel mobile abbiamo messo la rete a 42 MB nelle grandi città e stiamo già iniziando lo sviluppo delle reti di questa generazione a banda ultralarga». In tre anni Telecom Italia conta di investire "9 miliardi di euro, solo in Italia". Il manager interviene anche sull'operato del governo Monti: "È stato fatto in poco tempo un lavoro eccezionale", in particolare l'Italia ha recuperato la credibilità internazionale. Certo, aggiunge, "resta tanto da fare". "Il Paese ha bisogno di stabilità e Monti deve garantire questa stabilità - afferma - Credo d'altra parte che le velleità elettorali dopo le ultime amministrative siano tramontate".

"Nel 2008 avevamo un debito che in rapporto al fatturato era più o meno pari al rapporto deficit Pil del Paese, e avevamo un grave problema di competitività - sottolinea - Oggi abbiamo riportato il debito al livello del fatturato, abbiamo recuperato competitività e abbiamo fatto la nostra spending review tagliando costi per oltre 4 miliardi. Siamo tra le società di tlc quelle che possono guardare al futuro con maggiore serenità".

Ieri una nota di Telecom annunciava la cessione. “Nell'ambito del processo di focalizzazione sulle attività core ribadito nel piano Industriale 2012-2014 – si legge in una nota - il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso l'avvio del processo di dismissione delle attività nel settore dei media. Tale dismissione contribuirà al conseguimento dei target di riduzione dell'indebitamento già annunciati”.

Inoltre il Cda di Ti Media - controllata con il 77,7% dalla casa madre - ha dato il via libera a “un'operazione di ristrutturazione societaria mediante separazione degli asset televisivi facendoli confluire in una società ad hoc”. La7, dunque, diventa una società a sé: una conseguenza logica della ristrutturazione societaria in cantiere.

"TiMedia diventerà una holding pura", ha spiegato l'ad Giovanni Stella. La società controllerà da una parte l'operatore di rete e dall'altra i canali tv, ovvero La7, La7d e il 51% di Mtv. "La società si chiamerà forse, e lo dico con poca fantasia, La7. Ma dobbiamo ancora decidere". Tale riorganizzazione, ha indicato Stella, "dovrebbe permettere di massimizzare il valore cessione facendo leva su diverse opzioni strategiche". Stella ha inoltre detto: "Non so se saranno effettuate partnership: ho letto ipotesi di lavoro sui giornali, ma non commento gli articoli stampa". L'ad ha però detto: "Mi limito a dire vedrei estremamente difficile un'uscita totale, anche se non la escluso, dalle frequenze tv che potrebbero essere trasformate in frequenze telefoniche". Il manager ha ricordato che "l'operazione punta a ridurre il debito e quindi dipenderà dalla paccata di soldi che eventuali compratori metteranno sul tavolo, per usare una parola della Fornero". Circa la tempistica il numero uno di TiMedia ha dichiarato: "Mi immagino sia fatta verso la fine dell'esercizio".

Telecom Italia ha reso noti anche i dati finanziari del primo trimestre dell'anno con un utile netto in crescita del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2011 a 606 milioni di euro, ricavi in rialzo del 4,5% a 7,392 miliardi (+5,3% in termini organici) e un indebitamento finanziario netto rettificato a 30,312 miliardi (dai 30,414 miliardi al 31 dicembre 2011). Franco Bernabé, presidente esecutivo di Telecom Italia, spiega che i risultati premettono alla società di “confermare tutti i target di fine 2012” e, in particolare, per quanto riguarda il debito, "la generazione di cassa attesa nei prossimi mesi ci permetterà di raggiungere il target di fine 2012 pari a circa 27,5 miliardi di euro”.

Telecom Italia Media ha invece  chiuso il primo trimestre con una perdita di 15,7 milioni di euro. “Il peggioramento del risultato del periodo - spiega una nota del gruppo - è principalmente correlato all'incremento dei costi per l'arricchimento del palinsesto di Ti Media-La7”. I ricavi sono saliti a 57,5 milioni e il margine operativo lordo è risultato negativo per 5,9 milioni di euro. Il risultato operativo è stato negativo per 20,7 milioni. E per il 2012, Ti Media si attende “quantomeno dei risultati in linea con quelli dell'esercizio 2011 in termini comparabili”.

Intanto continuano a circolare voci sui possibili acquirenti per per l'emittente televisiva. Nei giorni  scorsi si è fatto il nome del Gruppo Espresso, ma il numero uno ha smentito, precisando che l’ad l'ad di Telecom Franco Bernabè dovrebbe pregarlo. Interessato ci sarebbe anche  la Cairo Communication di Urbano Cairo, già concessionaria di pubblicità de La 7. Rumors circolano anche sul magnate franco-tunisino Tarak Ben Ammar.

Tra gli analisti c’è chi immagina una vendita dell’emittente e chi propende per l’ingresso di nuovo socia nel capitale.  La differenza la potrebbe fare il prezzo: il valore di mercato di Ti Media, che ha chiuso il 2011 con un una perdita da 83 milioni, in crescita dai 54,4 milioni del 2010, è stimato intorno ai 160 milioni di euro.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 10 Maggio 2012

TAG: telecom italia, media, la7, cessione, franco bernabè

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