'Il mio secondo mandato? All'insegna della banda larga'

JOSE' MANUEL BARROSO

Il presidente della Commissione Ue ha svelato la ricetta per arginare la crisi che presenterà a Strasburgo in caso di riconferma

di Federica Meta
Cinque punti chiave per ridare slancio all’economia europea strozzata dalla crisi. Sono quelli che Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, presenterà davanti all’Assemblea di Strasburgo, se dovesse essere confermato per un secondo mandato, e che ha reso noti in occasione dell’European Economic Association Congress che si è tenuto a Barcellona la scorsa settimana.
Oltre alla rimozione delle barriere tariffarie che ostacolano il libero mercato, Barroso indica la banda larga come imprescindibile ricetta anti-crisi. “È necessario diffondere e implementare le reti a banda larga - ha spiegato il presidente -. Per l'Unione europea, il sostegno allo sviluppo della banda larga ad alta velocità è un obiettivo prioritario, al fine di accelerare la transizione verso un'economia digitale europea aperta, competitiva e tecnologicamente neutra".

Non è la prima volta che Barroso fa riferimento alla banda larga come strumento di innovazione. Lo scorso 22 luglio, in risposta da una lettera degli eurodeputati Mario Mauro e Gianni Pittella, aveva richiamato l'importanza di un contesto normativo favorevole agli investimenti e del rilancio del pacchetto Telecom. “Bisogna lanciare delle politiche solide e un quadro regolamentare appropriato - aveva chiarito -. E sono proprio questi i due pilastri dell'azione della Commissione che intende chiaramente predisporre un quadro che favorisca l'investimento e in cui lo sviluppo delle reti di nuova  generazione possa procedere ad un ritmo economicamente efficiente, sia attraverso l'attuale esame delle proposte di riforma del presente quadro regolamentare, sia mediante il lavoro in corso per una raccomandazione in materia di accesso alle reti di nuova generazione”.

La “lista Barroso” include, oltre al broadband e l’apertura dei mercati, anche l’impostazione di una nuova normativa sulla proprietà intellettuale, una nuova politica energetica orientata al risparmio e all’uso di fonti alternative e un maggiore controllo delle spesa pubblica.

01 Settembre 2009