Un futuro incerto per il Wimax. I mercati maturi lo 'snobbano'

L'ANALISI

La tecnologia è scalzata dall'Lte ma continua ad attrarre investimenti nei Paesi emergenti dove c'è carenza di infrastrutture di rete fissa

di Federica Meta
Tempi duri per il Wimax, almeno nei mercati maturi. È quanto emerge dallo studio di Anlaysys Mason secondo cui “nemmeno il futuro sarà facile”.
“Negli ultimi anni “il WiMax ha guadagnato una posizione di rilievo nei Paesi in via di sviluppo, dove c’è una forte bisogno di banda larga ma dove, allo stesso tempo, c’è carenza di infrastrutture di rete fissa – afferma l’analisi -. Ma nutriamo forti dubbi sul fatto che questi mercati riescano ad offrire un potenziale di crescita tale da sostenere gli investimenti che aziende del calibro di Cisco Systems, Intel e Motorola hanno messo in campo, senza la garanzia di poter sondare anche nei mercati maturi”.

Mercati dove il WiMax non decolla. Ne sono un esempio gli Stati Uniti dove “Sprint sta implementando una rete nazionale WiMax tramite la sua partecipazione di maggioranza in Clearwire - spiega Terry Norman, senior analyst di Anlaysys Mason -. La crescita nel numero di abbonati però è stata deludente: Google e Intel hanno ridotto notevolmente il volume di investimenti che avevano investito in Clearwire. Inoltre sembra che qui gli operatori Cdma stiano migrando verso l’Lte piuttosto che  verso WiMax”. Lo ha dimostrato l’acquisto degli asset Lte di Nortel da parte di  Ericsson nonché le strategie americane di Huawei che ha recentemente inaugurato un nuovo laboratorio Lte a Richardson in Texas.

“Anche nei mercati europei gli operatori stanno implementando le loro tecnologie 3G a 4G Lte per rispondere alla crescente domanda dati – sottolinea Mason -. In questo senso sono interessanti le risposte a una serie di interviste effettuate da  Analysys Mason agli operatori leader in Europa: nessuno ha lasciato intendere che si potrebbe adottare WiMax bensì l’Lte. Il WiMax è perlopiù visto come tecnologia per utile nei paesi in via di sviluppo”.

Quali sono le cause di una tale perdita di interesse nei confronti della tecnologia che fino a pochi anni fa aveva scalzato l’Umts? Secondo Mason il limite sta nella mancanza di  uno spettro a banda larga wireless (ad esempio a 2,6 GHz) che ha impedito la conquista dei mercati maturi. “Caratteristica che, invece, ha l’Lte”, rimarca Mason.
Per il futuro l’analista prevede una sempre maggiore rivalità tra WiMax e Lte. “Soprattutto dopo che sarà sviluppato il nuovo standard IEEE 802.16m il WiMax tornerà ad essere competitivo con la Long Term Evolution in termini di capacità di larghezza di banda e di copertura e di sviluppo di sistemi di antenna avanzate”, conclude. 

04 Settembre 2009