Accordo fra T-Mobile e Orange Nascerà un nuovo marchio?

Mercati

Il primo a fare le spese dell’intesa rischia di essere 3 Uk, l’operatore più piccolo rimasto in campo

di Mila Fiordalisi

T-Mobile (gruppo Deutsche Telekom) e Orange (gruppo France Telecom) hanno annunciato un accordo di negoziazione esclusiva per dar vita ad una joint venture paritaria al 50%, denominata per ora Mobile Broadband Network Limited (Mbnl), che nascerà dalla fusione delle rispettive attività inglesi.

Per adesso, dunque, si tratta solo di un’intesa per una trattativa in esclusiva. Se si arriverà in porto, la firma non ci sarà prima della fine di ottobre; per la fusione vera e propria ci vorrà ancora più tempo: probabilmente l’appuntamento sarà nella prima metà del 2010.  In ogni caso, per i prossimi 18 mesi i due marchi resteranno operativi sul mercato in maniera separata. Ma quale sarà il marchio che sopravviverà? T-Mobile o Orange? Il nodo sarà probabilmente sciolto con un colpo di spada: la nascita di un nuovo brand. Con tutti i costi e le incertezze che ciò comporta. Tanto più che il nuovo marchio rischia di essere lanciato nel 2012, proprio in coincidenza con le Olimpiadi di Londra.

Per il momento, dunque, cambierà poco per il mercato inglese della telefonia mobile. Tuttavia, la nuova entità è destinata a modificare profondamente i giochi nel mercato britannico. Prendendo a base gli abbonati denunciati dai due gestori a dicembre 2008, la nuova entità avrà 28 milioni di clienti ed il 37% di market share. Non sarà leader assoluto di mercato, ma saranno colmate le distanze che oggi separano T-Mobile e Orangee dai ben più forti 02 e Vodafone. Anche se bisognerà capire che fine faranno i 5 milioni di clienti di Virgin Mobile, un operatore virtuale che oggi si appoggia sulla rete di T-Mobile.

Dall’intesa si aspettano sinergie (integrazione dei network, marketing, distribuzione, efficienze varie) per 620 milioni di sterline nel 2014 con un  forte incremento della redditività.

 Orange includerà nel deal i propri asset di rete fissa consentendo alla nuova azienda di proporre un’offerta integrata fisso-mobile anche ai clienti di T-Mobile, debole sul mercato inglese anche per questo limite di offerta commerciale.

Paradossalmente, ma non sorprendentemente, il primo a fare le spese dell’intesa fra T-Mobile e Orange rischia di essere l’operatore più piccolo rimasto in campo: 3 UK. Con meno del 6% di quota di  mercato rischia di diventare troppo piccolo per avere sufficiente capacità competitiva con tre colossi e potrebbe addirittura dover riconsiderare la propria presenta in gran Bretagna sia diventando un operatore virtuale, sia uscendo definitivamente dal mercato. Tra l’altro 3 UK ha un accordo di network sharing proprio con T-Mobile.

Ma anche Vodafone non deve sottovalutare la sfida. L’intesa la farà scendere al terzo posto, proprio nel suo mercato domestico. Nemmeno un take over su 3 UK potrebbe esserle sufficiente. Tant’è vero che già si parla di una possibile intesa per un’integrazione commerciale con BT sul mercato inglese.

Qualcosa da dire avrà certamente anche l’Ofcom, l’autorità regolatoria britannica che probabilmente porrà una serie di paletti per evitare che il consolidamento tra operatori determini un affievolimento della concorrenza in quello che comunque resta il più competitivo mercato europeo delle telecomunicazioni.

Se l’intesa andrà in porto, ci sarà anche un vincitore di riflesso: Ericsson, che alla fine dei giochi si troverà ad essere il supplier dell’infrastruttura di 02, Vodafone e  anche di Mbnl.

08 Settembre 2009