Ngn, Cdp e Metroweb in Opac? TI: "Voci senza fondamento"

IL NUOVO PIANO

La società presieduta da Bernabè smentisce le indiscrezioni di stampa secondo cui si starebbe lavorando alla costituzione di una società veicolo in cui far confluire la rete in rame e anche gli asset della società della fibra milanese. E Bassanini: "Nessun incontro segreto con Patuano". Ma intanto il titolo Telecom vola in Borsa: +7,88%

di Mila Fiordalisi

"Informazioni destituite di ogni fondamento": con queste parole Telecom Italia smentisce le indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbe in corso un vertice "trilaterale" - fra TI, Cdp e Metroweb- per dare vita ad una società veicolo, a maggioranza Telecom Italia, per la realizzazione della Ngn. Stando a quanto riferisce il Sole 24Ore la trattativa sarebbe già in corso e un incontro “top secret” fra i vertici delle società sarebbe fissato a Roma nei prossimi giorni. Ma su questo punto è arrivata la smentita della Cdp che in una nota a firma del presidente Franco Bassanini "smentisce che sia stato fissato un 'incontro segreto' con l'ad di Telecom Italia Marco Patuano'. 'Inoltre - aggiunge - l'ipotesi di base negoziale indicata dalla stampa non e' a conoscenza di Cdp".

In realtà l’ipotesi di creazione di una società veicolo non è nuova e il progetto su cui si starebbe convergendo è quello contenuto nel documento “Ipotesi di costituzione di un operatore di accesso wholesale su rete fissa”- nome in codice Opac, di cui avevamo già dato notizia. In particolare si starebbe facendo strada la prima ipotesi messa nero su bianco nel documento, quella che prevede lo lo scorporo e il conferimento del ramo d’azienda (quello della rete) attraverso la creazione di una società controllata internamente da Telecom Italia.

In dettaglio il piano a cui si starebbe lavorando prevederebbe lo scorporo della rete di accesso di Telecom Italia (la parte finale della rete fissa che arriva fino all’utente e che oggi è prevalentemente in rame) e il conferimento della stessa in Opac. Nella società veicolo conferirebbero anche le infrastrutture di Metroweb, anche se non è ancora chiaro se ci si riferisce alle infrastrutture esistenti o a quelle da realizzare nell’ambito del piano di cablaggio di 30 città. In campo anche la Cdp che porterebbe in dote 3 miliardi di euro attraverso un aumento di capitale.  Ancora da sciogliere però la questione della “monetizzazione” della rete in rame di Telecom: è questo il punto più complesso della faccenda. Telecom Italia avrebbe fissato il valore del network in rame fra i 12 ed i 15 miliardi (nell’ipotesi a 12 miliardi la valorizzazione per linea sarebbe di circa 500 euro, su un totale di 25 milioni di linee, contro i 600 della massima valorizzazione).  Riguardo alla ripartizione delle quote in Opac, Telecom Italia deterrebbe la maggioranza con una fetta del 65-70% e Cdp avrebbe la quota più consistente dopo quella di TI per consentire una forte presenza pubblica del veicolo. Non è chiaro invece il ruolo e il peso di Metroweb.

Vere o destituite di fondamento le notizie hanno comunque impattato e non poco in Borsa a favore di Telecom Italia: il titolo oggi ha chiuso in rialzo del 7,88% a 0,726 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Giugno 2012

TAG: telecom italia, franco bernabè, cassa depositi e prestiti, metroweb, franco bassannini, ngn, fibra, network

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