Il Wimax che crea occupazione. Nonostante le crisi

SCENARI

Linkem punta ad assumere 90 dipendenti nella sede di Roma nel giro di un anno

di Patrizia Licata
Dopo tante polemiche sul wimax, ecco una società pronta a scommettere tutte le sue carte su questa tecnologia. E, finora, sembra una scommessa vinta. Linkem, piccola società di telecomunicazioni romana, “ha messo in rete i mondiali di nuoto, garantendo ai giornalisti presenti la connessione in banda larga con tecnologia wimax”, spiega Simona Rossitto del Sole 24 Ore. Ora Linkem, “sfruttando le possibilità di investimento legate al piano Romani di portare la banda larga in tutte le case d’Italia, punta ad assumere nella sede di Roma 90 dipendenti nel giro di un anno e a realizzare investimenti per 200 milioni fino a coprire entro il 2012 l’80% del Paese in wimax”.

L’obiettivo è arrivare a una crescita del fatturato a due cifre: “Riguardo al fatturato per il 2009 chiuderemo il bilancio con 10 milioni e, sulla base del piano di sviluppo, prevediamo per il 2010 una crescita dell’80%, raggiungendo i 18 milioni”, dichiara l’Ad Davide Rota. Secondo le stime di Nokia Siemens (attiva nel wimax in Italia), “il business legato a questa tecnologia, compreso l’indotto, supererà i 100 milioni l’anno”, continua la Rossitto. Più scettici i sindacati di settore. Secondo Giorgio Serao, segretario nazionale della Uilcom-Uil sentito dalla giornalista del Sole 24 Ore, “Il wimax è un business che può risolvere il problema della banda larga nelle zone dove è più difficile arrivare via cavo. Ma bisogna principalmente puntare sullo sviluppo della banda larga sul mobile e sulla creazione della rete di nuova generazione anche per modernizzare la pubblica amministrazione”.

09 Settembre 2009