Filippine, al vaglio nuova tassa su Sms e Mms

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Il nuovo provvedimento porterà nelle casse dello Stato quasi mezzo miliardo di dollari

di Matteo Buffolo
Le Filippine sono pronte ad introdurre una nuova sovrattassa sugli sms e gli mms di 5 centavo (circa un millesimo di dollaro) che sta incontrando una fortissima resistenza fra gli elettori. La tassa porterebbe nelle casse del governo quasi mezzo miliardo di dollari, utili in un momento di difficoltà finanziaria: a pagare il conto sarebbero, ovviamente, i 70 milioni di utenti della telefonia mobile del paese asiatico. Si tratta di un argomento particolarmente sensibile perché solamente otto anni fa, nel 2001, gli sms ebbero un ruolo cruciale nel portare in piazza decine di migliaia di persone per protestare pacificatamente contro la presidenza di Joseph Estrada.

“Ribellarsi a questa nuova tassa è giustificato”, ha spiegato Anthony Ian Cruz, il numero uno di Txt power, avvisando anche i politici al governo, che l’anno prossimo inseguiranno una rielezione, dell’effetto che avrebbe sui sondaggi. La legge, tuttavia, ha già passato l’esame della Commissione finanze della Camera bassa e i firmatari ora stanno spingendo perché il Parlamento la approvi in tempi rapidi, in modo da sottoporla al presidente Gloria Arroyo per la firma, mentre chi si oppone fa notare che l’esecutivo raccoglie già, sui servizi di telefonia mobile, un’Iva  pari al 12 per cento e che invece di imporre nuove tasse dovrebbe focalizzarsi sulla riduzione delle spese e la lotta alla corruzione.

11 Settembre 2009