Bennett (Infinera): "Domanda di banda elevata, la fibra è necessaria"

IL PIC 500

Il direttore Solutions & Technology: "Traina la diffusione dei device mobili e del cloud". L'azienda della Silicon Valley lancia il Pic500, circuito fotonico ad alta capacità

di P.L.

La costante crescita del traffico Internet, l’esplosione della domanda di applicazioni mobili e video, la progressiva diffusione di nuovi modelli cloud computing costringe gli operatori di telecomunicazioni ad incrementare la capacità di trasmissione delle infrastrutture di trasporto migrando dagli attuali circuiti a 10Gb/sec verso i nuovi circuiti a 100 Gigabit per secondo. Una migrazione che richiede un aggiornamento tecnologico all’insegna dell’efficienza e dell’affidabilità, ma anche un investimento importante per telco e service provider, che vogliono essere sicuri di poter usare la nuova infrastruttura per trasportare bit a costi sempre inferiori e anche per vendere servizi a valore aggiunto che creino nuovo revenue. La risposta di Infinera, azienda della Silicon Valley prima negli Stati Uniti sul mercato Dwdm a lungo raggio (ma da quando ha commercializzato il primo prodotto nel 2004, ha attivato più di 600.000 chilometri di fibra ottica e distribuito più di 2 Petabit/secondo di capacità in tutto il mondo), è racchiusa nella sua tecnologia esclusiva: i Pic, o circuiti fotonici integrati. Il nuovo Pic 500, in particolare, integra oltre 600 funzioni ottiche in un unico dispositivo alimentato da due chip e rende disponibili dieci “super-canali” di trasmissione a 500 Gb/sec ognuno, su cui possono essere aggregati, trasmessi ed instradati servizi di diversa natura, di diversa velocità e con diversa sorgente e destinazione.

Basata sulla tecnologia del Pic 500 è la piattaforma DTN-X di Infinera, capace di gestire 5 Terabit di traffico, ampliabile sino a 100 Terabit nelle prossime release. “I vantaggi offerti dai Pic si possono riassumere in tre parole: scalabilità, semplicità di utilizzo e affidabilità”, spiega Geoff Bennett, direttore Solutions & Technology di Infinera. “Con 10 super-canali da 500 Gb/sec, il DTN-X è progettato per aiutare gli operatori ad affrontare le future richieste di banda trasmissiva, con la prospettiva di poter gestire in futuro fino a 24 Tb/sec su una singola fibra ottica. Il DTN-X è per esempio in grado di gestire simultaneamente la richiesta di streaming video di tutti i 23,6 milioni di utenti di Netflix”. Insomma, una tecnologia che può rassicurare le telco sul fatto che valga la pena aggiornare le reti per abilitare nuovi servizi? “Sicuramente oggi il mercato è trainato dalla domanda e non dall’offerta, come negli Anni ’90, quando si costruiva la rete fiduciosi che servizi e domanda sarebbero arrivati”, risponde Bennett.

“Oggi le telco vogliono essere certe che vi sia una richiesta, prima di spendere. Ma sappiamo bene che con la diffusione dei device mobili, dei servizi video e del cloud computing questa domanda di banda e di qualità del servizio c’è e ci sarà sempre di più”. La chiave è dunque un investimento che si ripaga facilmente e che permette di differenziarsi dalla concorrenza e i super-canali dei Pic (usati in Europa, tra gli altri, anche da Interoute, Talk Talk e dalla nostra Tiscali) sono non solo più efficienti e affidabili, ma scalabili e economici: visto che integrano tutte le componenti ottiche, occupano il 33% di spazio in meno e consumano la metà dell’energia rispetto a sistemi comparabili. Intanto, l’integrazione del Pic permette di supportare più funzionalità sullo stesso dispositivo ed è questo che dà ai provider l’opportunità di fornire rapidamente nuovi servizi a valore aggiunto, equivalenti a nuove fonti di entrate.

 

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 11 Luglio 2012

TAG: infinera, geoff bennett, pic, circuiti fotonici, cloud

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