Vodafone Angel, il cellulare anti-stalking

SICUREZZA

Grazie al Gps le donne a rischio violenza potranno lanciare l'allarme immediato collegandosi direttamente con le questure grazie a un tasto dedicato. L'Ad Paolo Bertoluzzo: "Iniziativa concreta per aiutare tutte le donne italiane"

di Paolo Anastasio

Si chiama Vodafone Angel lo speciale cellulare anti-stalking realizzato da Fondazione Vodafone con Fondazione Bellisario, Fondazione Pangea e il Centro Ascolto Differenza Donna, che nell'ultimo anno hanno effettuato un progetto pilota nel Comune di Roma, collegando per un anno 33 donne a rischio violenza con la Questura. Questa mattina a Palazzo Marini a Roma la presentazione del servizio di assistenza e soccorso per le donne a rischio violenza. L'obiettivo è estendere l'adozione del cellulare anti violenza sulle donne su tutto il territorio, grazie ad un protocllo d'intesa che sarà presto siglato con la Polizia di Stato.

“Le donne a rischio violenza vengono munite di un cellulare che in caso di necessità consente, tenendo premuto il tasto centrale del dispaly, di lanciare l’allarme h24 al Centro Ascolto – dice Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia e del Sud Europa – il Centro Ascolto registra la chiamata e localizza la donna in difficoltà grazie al Gps. In caso di reale pericolo, gira le coordinate alla Questura, che interviene immediatamente”. Nell’ultimo anno sono state le 33 donne coinvolte nel progetto pilota del Comune di Roma, 21 le richieste di aiuto e 7 le chiamate di pronto intervento alla Questura.

L’obiettivo è diffondere Vodafone Angel in tutta Italia per coprire al più presto almeno 2mila donne a rischio violenza. In questo senso il protocollo che sarà siglato a breve fra Vodafone e Polizia di Stato, per ampliare la portata del progetto a diversi comuni della penisola, coinvolgendo le diverse forze di Polizia, come già avvenuto in Spagna, dove sono 2mila le donne munite di Vodafone Angel in 500 comuni.  Lo stesso progetto è in fase di lancio in Turchia e in Uk sono mille le donne già coinvolte.

“Ho condiviso subito il progetto con Vodafone – dice Lella Golfo, parlamentare e presidente della Fondazione Bellisario – negli ultimi anni molto è stato fatto per le donne, con la legge per la parità di genere e contro lo stalking, portate avanti da Mara Carfagna. C’è un numero verde anti violenza l 1522, ma c’è ancora molto da fare in termini di pene più severe, rieducazione, tempi certi dei processi. Bisogna partire da scuola e famiglia insegnando rispetto per le donne e dire basta la maschilismo”.

Una donna su tre in Italia ha subito una qualche forma di violenza, fisica o psicologica, almeno una volta nella vita. Il dato arriva dall’Istat e fotografa una situazione di inaccettabile discriminazione nel nostro paese, un problema che si manifesta per lo più fra le mura domestiche e per questo sottaciuto dalle vittime, e di certo per troppo tempo colpevolmente tollerato dalla nostra società. Basti pensare che soltanto nel 2009 lo “stalking” è diventato reato per legge, su iniziativa dell’allora ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna.C’è da dire che il 10% degli omicidi con vittime femminili ha per prologo lo stalking e che sono 76 le donne morte per mano di uomini nel 2012.

“La prima violenza in caso di stalking è che non puoi parlare – aggiunge Luca Lo Presti, presidente di Fondazione Pangea Onlus – bisogna rompere questo muro di omertà e sono gli uomini che devono cambiare registro imparando il rispetto”.

“Al più presto sigleremo il protocollo con Vodafone – dice Francesco Cirillo, vice Capo della Polizia – il problema dello stalking è rimasto sotto traccia fino al 2009, con la legge Carfagna, quando finalmente fu descritto per legge cosa è un atto persecutorio. Per ora manca ancora la raccolta dati sistematica e la parte statistica prevista dalla legge, ma il personale di Polizia fa dei corsi specifici in materia. E’ un problema di tutti e al di là del Daspo, la stessa misura adottata nei confronti dei tifosi violenti ai quali è impedito di andare allo stadio, che viene applicato agli stalker, ci auguriamo che il protocollo con Vodafone venga esteso a tutte le forze di Polizia”.

Chiude Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari opportunità: “Le donne che hanno trovato ascolto hanno trovato la capacità di ricostruirsi una vita – ha detto Fornero – troppo spesso le donne vittime di violenza ricevono scarso aiuto e questo è inaccettabile. Bisogna creare capacità di ascolto positivo e questi sono piccoli tasselli di un progresso che il nostro paese sta facendo. Ma non è più accettabile che le donne subiscano e che questo venga accettato come un fatto che fa parte della vita”.  

33 testimonial del mondo della cultura e dello spettacolo, dell’impresa e della politica, hanno prestato il loro volto alla campagna anti stalking collegata a Vodafone Angel: Gabriella Alemanno, Deborah Bergamini, Annamaria Bernini, Lorena Bianchetti, Debora Caprioglio, Mara Carfagna, Caterina Caselli, Paola De Micheli, Giustina Destro, Vanessa Gravina, Linda Lanzillotta, Beatrice Lorenzin, Mariana Madia, Maria Giovanna Maglie, Fioretta Mari, Elsa Martinelli, Simonetta Matone, Patrizia Mirigliani, Federica Mogherini, Flavia Perina, Pamela Prati, Laura Ravetto, Rosella Sensi, Luisa Todini, Mara Venier, Nicola Zingaretti.    
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 24 Luglio 2012

TAG: vodafone angel, fondazione vodafone, fondazione bellisario, fondazione pangea onlus, centro ascolto differenza donna, paolo bertoluzzo, mara carfagna, lella golfo, luca lo presti, francesco cirillo, elsa fornero

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