iPhone 5 senza Nfc, un freno all'm-payment

L'ALLARME

Nel nuovo melafonino manca la tecnologia per le connessioni wireless di prossimità. Secondo gli analisti la decisione provocherà un duro colpo per il decollo dell'm-commerce a livello di massa. Intanto le scorte del nuovo modello sono già esaurite negli Usa

di Paolo Anastasio

La decisione di Apple di escludere la tecnologia Nfc (Near field communication) dall’iPhone 5 mette a rischio l’adozione su larga scala di sistemi di pagamento mobile e servizi contactless. Una brutta botta per i promotori dei chip Nfc quale standard di riferimento dell’m-payment. In prima linea fra i supporter dell’Nfc ci sono i maggiori circuiti di carte di credito come Visa e Mastercard, nonché Google. Anche sul fronte dei produttori il sostegno all’Nfc è ampio: Samsung e Nokia, ad esempio, supportano l’Nfc come standard de facto dell’m-payment.

Ma dopo la bocciatura dell'Nfc da parte dell’iPhone, Tudor Aw, il responsabile europeo delle tecnologie di Kpmg, ha detto chiaro e tondo che la mossa di Apple potrebbe frenare l’adozione dell’Nfc. “Il fatto interessante a questo punto  è vedere se l’omissione di Apple si tradurrà in un ulteriore ritardo nel decollo dell’m-payment – dice l’analista di Kpmg – oppure se rappresenti un vantaggio competitivo per i competitori che lavorano in questo settore”.

Al posto dell’Nfc, il nuovo iPhone di Apple è munito di “Passbook”, una soluzione che consente agli utenti di archiviare coupon elettronici, voucher e persino biglietti aerei. Grazie a questa soluzione gli utenti possono concludere delle transazioni usando un codice a barre sullo schermo dello smartphone. Secondo Phil Schiller, senior vice president del marketing globale di Apple, ha detto che per ora l’Nfc non convince Cupertino. Secondo Schiller Passbook soddisfa la maggior parte delle esigenze dei clienti.

Detto questo, secondo altri analisti in futuro Apple potrebbe cambiare idea e inserire l’Nfc in prodotti a venire. La pensa così James Richards, vice presidente del settore mobile presso Intelligent Environment, società specializzata in banking digitale. “La realtà è che ci vorranno almeno due o tre anni per l’adozione dell’m-payment sul mercato di massa – dice Richards – per questo motivo è probabile che Apple aspetti ancora un anno prima di adottare l’Nfc sull’iPhone”.

Oltre all’omissione dell’Nfc, il nuovo iPhone 5 non supporta il connettore standard per la micro Usb, sostenuto dall’Ue e dalla Gsma. La micro Usb è invece utilizzata da altri player fra cui Samsung, Htc, Motorola, Rim e Nokia.

Intanto, secondo CbsMarketwatch, l'iPhone 5 ha già fatto il pieno di prenotazioni, in vista del debutto ufficiale fissato il 21 settembre. Cupertino avrebbe già terminato le scorte, tanto che dopo un'ora dall'apertura delle vendite online i tempi di consegna si sarebbero allungati di due settimane. Secondo altre fonti online, anche il sito dell'operatore At&t, partner di Apple, sarebbe andato in tilt nelle ultime ore per il moltiplicarsi del traffico di utenti interessati a prenotare il nuovo melafonino.

Secondo un sondaggio Usa realizzato da QuickSurveys, un terzo degli americani vuole immediatamente avere il nuovo melafonino di Cupertino; il 56% degli utenti Blackberry vuole disfarsi del proprio smartphone, e il 32% degli utilizzatori Android ha intenzione di cambiare.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Settembre 2012

TAG: iphone 5, nfc, contactless, m-payment, m-commerce, Visa, Mastercard, google, samsung, nokia, Tudor Aw, kpmg, Passbook, Phil Schiller, James Richards, Htc, Motorola, Rim, Cbs Marketwatch, At&t, QuickSurveys, Blackberry, Android

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