Reti Nga: aiuti di Stato solo in aree non redditizie

COMMISSIONE UE

Gli operatori che beneficieranno degli stanziamenti pubblici dovranno garantire pieno accesso alla rete agli operatori concorrenti

di Mila Fiordalisi
La Commissione europea ha approvato un documento che mette nero su bianco gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato per le reti a banda larga.

Due le macro-aree in cui è stato suddiviso il "territorio": nelle cosiddette aree nere, quelle ad alta competitività, l'intervento dello stato secondo l'orientamento comunitario non è necessario; al contrario, è possibile, ma a determinate condizioni, prevedere la mano pubblica nelle aree scarsamente servite dagli operatori ossia quelle considerate meno redditizie per il business (aree bianche e grigie).

Gli orientamenti contengono inoltre disposizioni specifiche relative allo sviluppo di reti d’accesso di nuova generazione, che consentono l’erogazione di aiuti pubblici al fine di incentivare gli investimenti "senza creare indebite distorsioni della concorrenza", puntualizza la Commissione che ha redatto le linee guida tenendo conto delle osservazioni ricevute nell'ambito della consultazione pubblica lanciata a maggio 2008 (circa un centinaio i contributi inviati da Stati membr, associazioni e operatori) e di quelle emerse durante la riunione multilaterale con gli Stati membri il dello scorso 22 giugno.

"Gli orientamenti rappresentano uno strumento completo e trasparente per garantire agli Stati membri e alle autorità pubbliche che i loro progetti di finanziamento pubblico nel settore della banda larga siano conformi alle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato - sottolinea il commissario responsabile della Concorrenza Neelie Kroes - Tale strumento agevolerà quindi l'installazione su vasta scala di reti a banda larga sia ad alta che ad altissima velocità, rafforzando la competitività europea e contribuendo allo sviluppo di una società basata sulla conoscenza in Europa."

In dettaglio, il documento illustra in che modo è possibile stanziare finanziamenti pubblici per lo sviluppo di reti a banda larga di base e di reti d’accesso di nuova generazione Nga in aree in cui sono assenti investimenti di operatori privati. "Gli Stati membri richiedenti adattano poi tale distinzione alla situazione reale delle reti Nga (il cui sviluppo è ancora nella fase iniziale), tenendo conto non soltanto delle infrastrutture Nga già esistenti ma anche di progetti concreti di operatori del settore delle telecomunicazioni di investire nell’installazione di reti di questo tipo in un prossimo futuro. Gli orientamenti prevedono una serie di garanzie essenziali (ad esempio: mappatura dettagliata, gare d’appalto a procedura aperta, obbligo di libero accesso, o ancora neutralità tecnologica e meccanismi di recupero) al fine di promuovere la concorrenza ed evitare l’esclusione dal mercato degli investimenti privati", recita il documento della Commissione.

"Benché gli investimenti nel settore delle reti a banda larga ad alta e ad altissima velocità debbano essere realizzati anzitutto da operatori privati - continua il documento - l'intervento pubblico può avere una funzione essenziale per estendere la copertura della banda larga ad aree in cui gli operatori di mercato non prevedono di investire. Obiettivo principale degli orientamenti sulle reti a banda larga è promuovere un rapido sviluppo su vasta scala di tali reti, preservando al tempo stesso le dinamiche di mercato e il livello di concorrenza in un settore ormai interamente liberalizzato".

L’operatore privato che beneficia di un aiuto di Stato è obbligato a incentivare la concorrenza ofrrendo livero accesso alla rete sovvenzionata da finanziamenti pubblici agli operatori concorrenti.

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17 Settembre 2009