Apparecchiature radio, la Ue punta ad aggiornare la direttiva

LE NORME

Abbattimento delle interferenze e semplificazione degli oneri burocratici per alcuni prodotti tra gli obiettivi della proposta presentata dalla Commissione. Il commissario all'Industria, Antonio Tajani: "Vogliamo eliminare gli ostacoli all'innovazione"

di F.Me.

La Commissione europea punta ad aggiornare la direttiva sulle apparecchiature radio. La proposta presentata oggi da Bruxelles intende far sì che tutti gli operatori del mercato rispettino le regole atte a evitare le interferenze, in modo che i consumatori non incappino in problemi quando aprono le portiere dell'automobile, sorvegliano da lontano i loro bambini o ascoltano la radio. La Commissione ha proposto inoltre di chiarire e semplificare la direttiva per agevolarne l'applicazione ed eliminare gli oneri inutili accrescendo così la fiducia delle parti interessate nel quadro normativo.

“Le comunicazioni mobili arricchiscono le vite dei cittadini e sono essenziali per la competitività delle imprese dell'Ue - spiega Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile per l'industria e l'imprenditoria, Il settore delle R&TTE è uno dei pochi settori ad alta tecnologia in cui l'Ue è un leader globale. Per tale motivo dobbiamo rafforzare la fiducia tra i produttori per assicurare che questo settore continui ad espandersi con vigore. Proponiamo inoltre di eliminare le disposizioni poco chiare o inutili che ostacolano l'innovazione in modo da consentire al settore delle radiotelecomunicazioni di continuare la sua crescita spettacolare."

Nel dettaglio Bruxelles propone di rafforzare il livello di ottemperanza alla direttiva, assicurando che i cittadini abbiano accesso a prodotti radio che funzionano senza interferenze e di chiarire la direttiva, in particolare indicando gli obblighi che incombono ad ogni operatore del mercato, sia fabbricante sia importatore, apportando inoltre piccoli adattamenti al campo di applicazione. La Ue punta anche alla semplificazione, sopprimendo dalla direttiva l'obbligo di notifica di certi prodotti e altri obblighi amministrativi. La nuova direttiva verrebbe messa in linea con il Nuovo quadro legislativo per i prodotti che rende il quadro normativo generale più coerente e di più agevole applicazione.

La proposta introdurrebbe inoltre alcuni requisiti specifici. Si intende assicurare che il software possa essere usato su apparecchiature radio soltanto dopo che sia stata dimostrata la conformità di quella particolare combinazione di software e apparecchiature e assicurare l'interoperabilità con accessori quali caricatori e/o funzionare su reti con altre apparecchiature radio.

La direttiva R&TTE riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione è entrata in vigore nel 1999 ed è stata essenziale per la realizzazione di un mercato interno in tale ambito. Il settore industriale che produce le apparecchiature per le comunicazioni radio e le telecomunicazioni comprende tutti i prodotti che si avvalgono dello spettro radio (ad esempio, telecomandi per aprire le portiere delle automobili, apparecchiature mobili di comunicazione, come ad esempio i telefoni cellulari, radio CB, apparecchi trasmittenti per radiodiffusione, ecc.) e tutte le apparecchiature legate alle reti pubbliche di telecomunicazione (ad esempio, modem Adsl, telefoni, centrali telefoniche).

©RIPRODUZIONE RISERVATA 17 Ottobre 2012

TAG: apparecchiature radio, direttiva ue, antonio tajani

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