Usa, niente più "filtri" per Voip e peer to peer

FCC, LE NUOVE REGOLE

I provider non potranno più bloccare il traffico, favorendo alcune applicazioni piuttosto che altre, e dovranno garantire più trasparenza nella gestione del flusso dei dati in Rete

di Federica Meta
Una Rete libera, neutrale e accessibile a tutti in qualsiasi modo. In altre parole i provider non potranno più attivare filtri di sorta per bloccare applicazioni "sgradite", peer to peer e Voip in testa. Sono questi i punti cardine delle nuove regole sulla net neutrality presentate da Julius Genachowski, presidente della Commissione federale per le comunicazioni (Fcc) degli Usa.
La proposta di Genachowski prevede l'aggiunta di due nuove regole alle altre quattro già in esame sulla net neutrality, che tendono a lasciare ai navigatori una libertà molto ampia, pur nei termini di legge. Nello specifico il primo vincolo  impone ai provider di non bloccare o rallentare il traffico sulle loro rete, favorendo alcune applicazioni invece di altre; l’altra regola, invece, chiede agli operatori di garantire trasparenza nella gestione del flusso delle informazioni che transitano in rete. “In questo modo Internet rimarrà una straordinaria piattaforma per l'innovazione, la creazione di nuovi lavori, gli investimenti e le opportunità trasparenti su come amministrano il flusso di rete – ha spiegato  Genachowski -. Oggi non possiamo immaginare le nostre vite senza Internet, così come è impossibile pensare di rimanere senza acqua e lampadine".

Nel presentare la proposta, inoltre, il numero uno della Fcc ha ribadito che "è necessario preservare e mantenere aperto il Web. E’ vitale che la grande Rete continui a essere il motore dell'innovazione, della crescita economica, della competizione e della democrazia. Stiamo parlando di regole giuste regole affinché venga preservato il potenziale del Web". Inoltre Genachowski ha tenuto a specificare che le nuove regole potrebbero essere estese anche alla navigazione senza fili. “Non possiamo dimenticare che sempre più persone oggi navigano su Internet dal cellulare”, ha chiosato.
La proposta di estensione della Fcc ha provocato una levata di scudi da parte degli operatori. A reagire per prima la Ctia, l’associazione che raggruppa operatori Usa del calibro di AT&T, Verizon Wireless e Sprint Nextel,  secondo cui “la proposta della Fcc avrà conseguenze inimmaginabili”.

Per Verizon, il più grande operatore mobile del paese “non ha alcun senso un nuovo set di regole che limiterebbe la libertà di scelta dei consumatori e impatterebbe negativamente sui fornitori di contenuti, i produttori di dispositivi e i costruttori delle reti”.  AT&T dichiara che “desta sconcerto che la Fcc sia pronta a estendere l’intera gamma di regole sulla net neutrality a quello che è forse il mercato più ovvero quello dei servizi wireless”.
Fuori dal coro, invece, Google che per bocca del Chief Evangelist, Vinton Cerf, fa sapere che “la Fcc ha fatto una mossa importante, volta ad assicurare che Internet rimanga una piattaforma innovativa e uno strumento di crescita economica e libertà di espressione”.
 

22 Settembre 2009