Telecom Italia: Brasile e Argentina continuano a crescere

TRIMESTRALI

Le controllate sudamericane chiudono il periodo luglio-settembre con utili e ricavi in progresso. Sulla performance di Tim Brasil pesa però il contenzioso con l'Anatel. L'ad Andrea Mangoni: "Terzo trimestre molto difficile, ma abbiamo tenuto insieme la squadra"

di Paolo Anastasio

Le attività sudamericane di Telecom Italia in Brasile e Argentina continuano a crescere e a sostenere i conti del gruppo. Il terzo trimestre si è chiuso con ricavi e utili e in progresso nei due paesi latino americani, anche se sui conti di Tim Brasil pesa il contenzioso con l’Anatel, l’Authority delle Tlc di Brasilia, che lo scorso mese di luglio ha temporaneamente bloccato il lancio di nuovi servizi in diverse zone del paese, motivando lo stop con la scarsa manutenzione del network. Ciò nonostante, i risultati della controllata brasiliana hanno tenuto meglio del previsto, e il titolo Telecom in mattinata ha messo a segno un rialzo del 2% a Piazza Affari.

Nel dettaglio, Tim Brasil continua a crescere “nonostante il danno di immagine”, come sottolinea il management, in seguito al contenzioso con l'Anatel. Nel terzo trimestre l'utile netto si è attestato a 318 milioni di reais (+0,4%), un rallentamento su cui pesano alcuni eventi straordinari per 42,1 milioni di reais, tra cui i 26,1 milioni di accantonamenti sulle eventuali disposizioni amministrative dell'authority per il periodo 2007-2009.

I ricavi però sono cresciuti dell'8% a 4.722 milioni di reais, il margine operativo lordo adjusted del 7,5% a 1.244 milioni di reais (+6% rispetto al secondo trimestre). Il trimestre si è chiuso con una base di abbonati pari a 69.400.000 linee (+17,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e una crescita del mercato del 13,9%) rappresentando una quota di mercato del 26,8%.

“Il terzo trimestre è stato molto difficile”, ha detto il neo amministratore delegato Andrea Mangoni facendo riferimento al divieto di vendita temporaneo imposto dall'Authority brasiliana e alle questioni fiscali che hanno coinvolto la società. “Questi eventi, anche se non necessariamente in relazione ai fondamentali aziendali, hanno finito per impattare pesantemente sulla nostra immagine e ad un livello inferiore, sui dati finanziari”. “Hanno rappresentato una grande opportunità di apprendere alcune lezioni: è naturale che dopo un periodo di forte crescita siano fatte alcune correzioni – ha aggiunto Mangoni - Abbiamo tenuto insieme la squadra, ripensato la nostra rete e l'approccio alla qualità, abbiamo messo in atto cambiamenti rilevanti, a partire dalle modifiche alle procedure di controllo di gestione dei pochi processi”.

“Tim – ha continuato Mangoni - si è impegnata in un piano di rete molto aggressivo con Anatel e con il mercato. Per il 2012 l'impegno è quello di aumentare la capacità voce e dati del 31% e 136%, rispettivamente, rispetto al 2011 cifre. Il progetto Fiber-to-the-Site (Ftts) dovrebbe raggiungere 38 mila chilometri entro la fine di quest'anno. Il nostro totale di investimenti dovrebbe raggiungere 9,5 miliardi reais al 2014, con l'86% nel settore delle infrastrutture”.


Per quanto riguarda Telecom Argentina, il terzo trimestre si è chiuso con un utile netto di 629 milioni di pesos (+2% sullo stesso periodo dell'anno scorso) e ricavi per 5.645 milioni (+18%). Lo si legge in una nota sul sito della controllata di Telecom Italia.
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 31 Ottobre 2012

TAG: telecom italia, tim brasil, telecom argentina, anatel, andrea mangoni

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