Telco2 in marcia Via gli spagnoli da Telecom Italia?

MERCATI

Prudenza fra i grandi soci della holding che controlla Telecom. Già ieri i soci di Telefònica hanno avuto un confronto telefonico con alcuni azionisti

di Patrizia Licata

Ora che Telco 2 si è messa in marcia, quale futuro dobbiamo aspettarci per l’azionariato di Telecom Italia? Molti all’interno del gruppo italiano desiderano escludere Telefonica. “La presenza degli spagnoli nel gruppo tlc italiano non è più sopportabile”, scrive Manuel Follis su Milano Finanza. Questo vuol dire fine dei giochi? Quasi”, anche se ancora nulla è stato deciso. “Fino all’ultimo si aspetterà di vedere che tipo di posizione prenderanno gli spagnoli”, che “non resteranno certo con le mani in mano”. Tra i grandi soci della holding che controlla Telecom “prevale la prudenza”, ma sembra che già ieri mattina i vertici di Telefonica abbiano avuto “un confronto telefonico con alcuni azionisti”. Il gruppo spagnolo cercherà di usare tutte le armi in suo possesso per riportare la situazione su binari a sè più favorevoli. “Difficile dire cosa potrà accadere di qui al 28 ottobre”, secondo Follis, ma “lo scenario di Telco 2 resta il più plausibile”.

Per il giornalista di MF non ci sono dubbi: avere la concorrente spagnola nell’azionariato è costato troppo caro a Telecom: “La sola presenza ha limitato le possibilità di espansione geografica di Telecom a livello globale, essendo Telefonica già presente in quasi tutto il mondo”. Ostacolate anche le partership strategiche a livello internazionale, perché “nessun concorrente si alleerebbe con un gruppo che ha già Telefonica come partner”. In Argentina e Brasile, mercati chiave per la crescita di Telecom, gli italiani sono stati bloccati proprio dalla presenza della compagnia presieduta da Cesar Alierta. Al contrario, “gli iberici hanno solo guadagnato da questa avventura: in primis riuscendo ad arrestare l’ascesa dell’accoppiata At&t-Carlos Slim”. E poi, “dal primo settembre 2006 il titolo Telecom ha perso il 40%, mentre quello Telefonica è salito del 40%”.

Salteranno alcune teste nell’azienda italiana? “La preoccupazione di parte del management è che vengano attribuite all’azienda responsabilità eccessive. Si fa notare, ad esempio, che lo stesso amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, ha cominciato la sua avventura nel gruppo telefonico con accanto compagni di viaggio che non aveva scelto lui, visto che gli spagnoli erano già presenti nell’azionariato. E’ vero, i ricavi sono scesi, ma in linea con quelli degli incumbent concorrenti” e intanto il debito è calato e il titolo da un anno a questa parte ha guadagnato il 12%. “Proprio ieri sera si è riunito un cda di Telecom nel quale Bernabè ha fatto il punto sulla situazione economica e commerciale del gruppo”. Non sono emerse critiche ma, nota Follis, “potrebbe trattarsi della classica quiete prima della tempesta”. Per ora prevale la prudenza, ma il messaggio sembra essere: “O Telefonica riuscirà a mettere sul tavolo una proposta che stravolga l’attuale situazione, eliminando in maniera definitiva le ambiguità della gestione precedente. O la marcia di Telco 2, una holding italiana che escluda gli iberici e comprenda anche la Findim di Marco Fossati, procederà a tappe spedite”.

25 Settembre 2009