Telecom Italia, comitato esecutivo "blindato"

IL SUMMIT

Bocche cucite sull'esito della riunione convocata in vista del Cda del 6 dicembre. Sul tavolo il dossier scorporo della rete e l'offerta di Sawiris legata all'acquisizione della brasiliana Gvt

di P.A.

E' durato oltre quattro ore il comitato esecutivo di Telecom Italia, che si è riunito questa mattina in vista del Cda del 6 dicembre. Bocche cucite all'uscita di Piazza Affari dove si sono riuniti il presidente esecutivo di Telecom, Franco Bernabè, l'ad Marco Patuano e la maggior parte dei consiglieri a partire da Renato Pagliaro, il presidente di Mediobanca, tra i primi a lasciare la sede. Dopo di lui sono stati visti uscire il presidente dell'Ania e consigliere di Generali, Aldo Minucci, l'ex manager Telecom Italia, Mauro Sentinelli ed Elio Catania, consigliere indipendente.

Sul tavolo  del comitato esecutivo temi cruciali per il futuro di Telecom Italia. Dall’ipotesi di scorporo della rete alla sua divisionalizzazione, al possibile ripiegamento di Telecom Italia in una mera società di servizi (magari cedendo altri rami oltre alla Rete di accesso) all’espansione, al contrario, in Brasile attraverso l’acquisizione di Gvt, magari approfittando dell’offerta di 3 miliardi di euro (o giù di lì) del magnate egiziano Nagub Sawiris che ha scompigliato le carte in tavola chiedendo di entrare nel capitale di Telecom Italia.

Un'altra indiscrezione circolata nei giorni scorsi parla dell'interesse di Vito Gamberale, numero uno del fondo F2i, che avrebbe avanzato ai vertici di Mediobanca e Intesa Sanpaolo una proposta per sottoscrivere un aumento di capitale in Telco, la holding di controllo di Telecom Italia. Secondo le voci, smetite dall'interessato,Gamberale sarebbe pronto a iniettare liquidità e l’importo si aggirerebbe fra i 500 e i 750 milioni (con prezzo a premio rispetto agli attuali valori di Borsa). Di conseguenza Telco avrebbe le risorse per seguire un aumento da 2,2-3,3 miliardi lanciato al piano di sotto, quello di Telecom Italia – si legge nell’articolo - che potrebbe permettere di portare avanti una strategia di crescita non solo in Italia.

L'ipotesi di ingresso di F2i in Telco ha peraltro suscitato perplessità da parte del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera: "Non lo so, ma sarei molto sorpreso", ha risposto il ministro a margine di un'audizione in Senato, alla domanda su un possibile interesse di F2i per Telco.

E sul piatto c'è anche la cessione di Telecom Italia Media, per la quale sono attese le offerte vincolanti entro il 3 dicembre.

La ricapitalizzazione di Telecom Italia da parte dell’ex patron di Wind sarebbe stata considerata positivamente da Franco Bernabè proprio nella prospettiva di un progetto di crescita attraverso l’acquisizione di Gvt, l’operatore brasiliano messo in vendita da Vivendi per circa 7 miliardi (ma potrebbe accontentarsi anche di molto meno).

L’acquisizione consentirebbe a Telecom Italia di rafforzare ulteriormente la propria posizione in Sud America e potrebbe rappresentare la “mossa” per liberarsi della “zeppa” della spagnola Telefonica (46% nella controllante Telco) senza troppi danni.

Cesar Alierta, Ad della spagnola Telefonica, non gradisce infatti per niente sia il progetto brasiliano (che contrasta con gli interessi degli spagnoli in quel Paese) sia l’ingresso di Sawiris nella compagine azionaria. Potremmo pertanto essere alla vigilia di una spaccatura importante fra i soci, con conseguente riassetto delle quote di controllo sino all’uscita da Telco del socio spagnolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 Novembre 2012

TAG: telecom italia, Renato Pagliaro, Mediobanca, Aldo Minucci, Generali, Mauro Sentinelli, Elio Catania, gtv, f2i, vito gamberale, telcom telecom italia media, wind, franco bernabè, corrado passera, naguib sawiris, vivendi, telefonica, cesar alierta

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