Kroes all'Ecta: "Garantiremo accesso paritario alle reti"

BANDA LARGA

Il commissario Ue per l'Agenda digitale incontra i vertici dell'associazione. Restano stabili i prezzi del rame, ma Bruxelles è pronta a rivederli se gli incumbent non rispetteranno le regole antidiscriminatorie

di Francesco Molica

“Il pacchetto punta a garantire un reale accesso paritario alle reti”. Davanti alla platea di Ecta, la federazione europea degli operatori alternativi riunita a Bruxelles per la propria conferenza annuale, Neelie Kroes è apparsa stamane impaziente di distribuire rassicurazioni. Di ripetere, cioè, che il chiacchierato piano sblocca investimenti per la banda larga, le cui linee guida sono state anticipate lo scorso 12 luglio, offrirà “condizioni più eque per tutti”. 

E tuttavia il commissario all’Agenda Digitale ha anche chiarito senza perifrasi, e seminando qualche espressione accigliata nel pubblico, che la posizione di Bruxelles sul prezzo di accesso al rame rimarrà immutata. “Gli investitori o i potenziali investitori, e ne ho incontrati parecchi, chiedono regole prevedibili e stabili”, ha scandito la Kroes. Poi, la conferma: “Non innalzerò i prezzi medi del rame, né tenterò di abbassarli artificialmente. E’ una questione di coerenza e stabilità”.  Come previsto, dunque, non ci sarà nessun revirement sul passaggio del pacchetto che più aveva fatto imbufalire gli Olo.

Il perché è presto detto: “davanti ad una persistente incertezza della domanda, abbiamo bisogno di flessibilità”. E questo bisogno “si riallaccia alla questione del rame”. Ciò nonostante, si è affrettata a spiegare la Kroes, sarebbe fuorviante assimilare la decisione ad “una regulatory holiday, come alcuni l’hanno etichettata. Si tratta, al contrario, di dare agli operatori che investono l’opportunità di sperimentare sui prezzi”.

La proposta della Commissione, come è noto, è finalizzata a stimolare gli investimenti nelle reti di nuova generazione e dovrebbe articolarsi su tre pilastri: norme antidiscriminatorie più stringenti per permettere agli operatori alternativi l’accesso alla rete alle stesse modalità degl’incumbent; stabilità dei prezzi di unbundling della rete tradizionale (che di fatto sancisce la rinuncia a mettere bocca sui prezzi di accesso alle reti in rame); e più elasticità sulle tariffe d’accesso alle reti di nuova generazione.

Il “popolo” di Ecta era ansioso di carpire al commissario un indizio in più almeno sul secondo punto. Ma è rimasto visibilmente a bocca asciutta. La Kroes continua infatti a tacere sui dettagli del piano, come dimostra lo spartito fumoso e inconcludente che la scorsa settimana ha ritmato l’incontro con i regolatori del Berec. L’unica novità trapelata ieri sera da fonti interne all’Esecutivo Ue è che il testo del pacchetto dovrebbe dare forte enfasi al nesso di condizionalità tra la rinuncia a toccare le tariffe sul rame e l’implementazione di regole anti-discriminatorie più costrittive. In pratica, se gl’incumbent non si mostreranno ligi nel rispettare queste ultime, la Commissione potrebbe  “ripensarci” sul costo di accesso alle reti tradizionali. 

In attesa di saperne di più, per usare le parole del presidente di Ecta Tom Ruhan, il dibattito resta “bollente”. Lo ha riconosciuto, del resto, la stessa Kroes, che ha parlato di un confronto troppo “polarizzato” (tra incumbent e Olo, ndr) invitando tutti a viverlo con maggiore serenità. Anche perché nonostante “nel pacchetto troverete sezioni che vi piacciono e sezioni che non vi piacciono”, io credo che “esso sia equilibrato”. E, sebbene la sua data di adozione appaia ancora remota, i primi frutti cominciano già vedersi: “secondo la Banca Europea degli Investimenti dall’annuncio di luglio gli investimenti in banda larga sono aumentati del 20-25%”. Proprio alla luce di questi primi dati, scatta l’avvertimento: “questo non è un pacchetto dal quale ognuno pesca e implementa le proprie parti preferite”. Un tale scenario, infatti, non “aiuterebbe ad attirare capitali”. 

Come emerso nelle settimane scorse, la Kroes avrebbe deciso di stipare le nuove regole sulle NGA in un’unica raccomandazione legislativa, laddove la scorsa estate ne aveva annunciate almeno due. Per quel che concerne le tempistiche di varo del pacchetto, è ormai assodato uno slittamento all’anno nuovo – anche in questo caso in contrasto con quanto precedentemente annunciato. Si parla della primavera del 2013.

Parlando prima del commissario, il presidente di Ecta Tom Ruhan, aveva voluto ricordare che “gli operatori alternativi hanno contribuito a rendere la banda larga più accessibile in termini di costi ai consumatori, portando ad una crescita esponenziale del mercato e, dunque, a maggiori investimenti”.

Accanto ai ceo di Wind, Versatel o Voxbone, l’iniziativa ha anche ospitato il presidente del board Etno (incumbent) Luigi Gambardella. Che ha auspicato che il pacchetto della Commissione sia varato “in tempi rapidi”, lodandone lo spirito “pro-competitivo”.

“Abbiamo accolto con favore l’annuncio della Kroes sulla stabilità dei prezzi del rame”, ha detto Gambardella, partecipando al secondo panel della giornata assieme tra gli altri al presidente dell’International Institute for Communications Fabio Colasanti. “Tale stabilità è infatti essenziale per preservare gli investimenti da parte delle forze del mercato e facilitare la transizione ai nuovi servizi Nga. Ma è anche essenziale per gli investimenti presenti e futuri avviati da operatori di piattaforme alternative”. Al contrario, ha proseguito Gambardella, “l’abbassamento dei prezzi porterebbe ad una svalutazione degli investimenti in infrastrutture alternative o li scoraggerebbe, riducendo la scelta per i consumatori e mettendo a rischio gli obiettivi dell’Agenda Digitale”

 

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 27 Novembre 2012

TAG: ecta neelie kroes agenda digitale ruhan luigi gambardella, FABIO COLASANTI, ETNO

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