Il business degli "white spaces"? Vale 100 mld in 15 anni

FREQUENZE

Uno studio commissionato da Microsoft quantifica i vantaggi dell'utilizzo del digital dividend. Un altro colpo ai "proprietari" di licenze

di Roberta Chiti

C’è un irresistibile profumo di business intorno agli “white spaces” dello spettro radio, gli “spazi bianchi” (come li chiama la Federal Communications Commission, il regolatore americano: digital dividend, in linguaggio europeo) lasciati vuoti dalla televisione analogica passata al digitale terrestre. Profumo che si sente, ovviamente, solo in quei Paesi la cui tv abbia effettivamente lasciato spazi vuoti (l’Italia, per il momento, non fa parte della categoria).   

Queste “bianche praterie” a zona franca, che si trovano nella banda 700 Mhz dello spettro, vengono da tempo guardati con cupidigia anche dai big dell’Ict (Microsoft, Google, Dell, Motorola, Hp). A tal punto che, sotto la loro pressione, l’anno scorso l’Fcc ne ha approvato l’utilizzo “unlicensed”, senza bisogno di licenze, nonostante l’opposizione di telco e broadcaster che per le frequenze loro in uso hanno speso fior di quattrini.  

Ebbene, oggi sappiamo quanto valgono: 100 miliardi di dollari in 15 anni. È questa la stima fatta dalla società di consulenza Perspective Associate cui si è rivolta Microsoft. Lo studio di Perspective indica che il valore deriva dall’incremento del numero di network wireless “unlicensed” (che hanno il permesso di emettere energia a radiofrequenza senza autorizzazioni specifiche), come gli hot spot wi-fi. E forse dall’aumento di dispositivi - cellulari, palmari - per il trasporto di dati. 

Perché tutto questo interesse? Perché sia Microsoft che le altre società hanno capito che utilizzare gli white space non assegnati potrebbe incrementare l’utilizzo di Internet e dare una notevole spinta alle comunicazioni wireless. Anche se, fino a ora, era difficile fare una valutazione dei ventaggi. Ma nel suo studio Perspective dà anche altre spiegazioni. Per esempio, dice che gli spazi bianchi offrono una copertura più vasta della classica connessione wi-fi: un singolo access point wi-fi “rinforzato” con l’utilizzo del white space, potrebbe “non solo garantire al 100% un grosso condominio - scrive la società - ma anche l’area circostante”. E in più, l’uso degli spazi bianchi potrebbe abbassare i costi della fornitura di accesso nelle aree rurali. Vero che i chip necessari per far girare i dispositivi costerebbero all’inizio intorno ai 10 dollari in più rispetto alle tecnologie che si prevede esisteranno nel 2012. Ma da quel momento in poi la differenza si abbatterebbe a tassi del 30% all’anno.

28 Settembre 2009