Mobile payment, la Ue punta al mercato unico

SPECIALE MOBILE PAYMENT

La Commissione europea al lavoro per varare nuove norme. Ancora troppi ostacoli all’armonizzazione delle varie modalità di pagamenti innovativi

di Roberto Garavaglia, consulente Sistemi di Pagamento Elettronico e Monetica - autore del blog CloseToPay.com

Nel comparto del mobile payment, così fortemente influenzato da un quadro normativo comunitario e nazionale, la domanda “cosa potrà ancora accadere?” è tra quelle che più assiduamente mi vengono poste. Chiariamoci subito: l’impatto delle regole (per molti inteso solo come vincolo), deve essere colto, a mio avviso, anche nelle opportunità che esso conferisce, laddove, nel rispetto della propria natura prescrittiva, abilita molteplici proposizioni innovative. Analizzare in che misura il cosiddetto “costo della regolamentazione” incide nella progettazione e nella progressiva affermazione di soluzioni di mobile payment, permette di calcolare il rapporto oneri/opportunità, a beneficio di tutti gli stakeholder. Alla luce di tali considerazioni, non è infrequente che sia solito rispondere (non già per velleità “divinatorie” cui non aspiro) analizzando quanto accaduto sinora, conscio del fatto che, solo interpretando il passato sia possibile cogliere i segnali di un futuro diversamente imminente.

Lo scenario si caratterizza per essere mutevole e oggetto d’attenzione per il legislatore. Alla data in cui scrivo quest’articolo, lo “stato dell’arte” ci permette di osservare come le principali azioni siano da ritrovarsi nella direttiva comunitaria sui servizi di pagamento (altrimenti nota come Psd), in vigore anche in Italia dal marzo 2010 e nella nuova direttiva sulla moneta elettronica (o nuova Emd), trasposta nel nostro ordinamento nell’aprile di quest’anno. Entrambi i testi, per cui Banca d’Italia ha emanato opportune misure di attuazione, ambiscono a garantire l’apertura del mercato dei servizi di pagamento  in modo razionale e controllato, assicurando nel contempo un incremento dei livelli di protezione per il consumatore. Competitività tra intermediari abilitati, aumento della scelta per l’utilizzatore e miglioramento della qualità, sono le attese che l’abilitazione di nuovi soggetti non bancari, quali gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica, si è voluta porre.

Sul piano delle iniziative di Governo, vale ricordare che il decreto “SalvaItalia”, anche al fine di favorire la cosiddetta “inclusione finanziaria”, apre l’ingresso a nuovi prestatori di servizi di pagamento, potenzialmente più “vicini” alle “occasioni di spesa” dell’utente finale, favorendo con ciò una maggiore dinamica competitiva (Art. 12 - comma 4). Per quanto attiene l’innovazione, il decreto “Sviluppo-bis”, con l’obiettivo di facilitare una migliore digitalizzazione dei servizi al cittadino (fra cui il trasporto pubblico) e nel dare impulso all’impiego dei pagamenti elettronici, contempla espressamente l’impiego di tecnologie mobili (Art. 8 e Art. 15 rispettivamente). Ma ciò non è tutto. All’orizzonte si profilano nuovi mutamenti, alimentati dal volere della Commissione Ue, cui fa eco un’incessante attività parlamentare europea. All’inizio del 2012, la Ce ha posto in consultazione pubblica un green paper intitolato “Towards an integrated European market for card, internet and mobile payment”, volendo indagare gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di un’armonizzazione piena del mercato, che contempli sia i pagamenti con carte, sia quelli tipici del mobile payment e dell’e-commerce.

In una recente risoluzione del 20/11/2012 sul green paper, il Parlamento Ue plaude all’iniziativa, condividendo pienamente gli obiettivi volti a raggiungere maggiore concorrenza, scelta e innovazione, nonché maggiore sicurezza nei pagamenti e fiducia da parte dei consumatori, pur non mancando di sottolineare come cocenti siano percepiti taluni problemi “endemici”, fra cui quelli annosi sulle commissioni (Mif) dei pagamenti con carta e sulla trasparenza dell’applicazione di sovrattasse (dove previste) per l’utilizzatore finale, nell’impiego di certuni strumenti di pagamento. In questo scenario appare realistico attendersi un nuovo intervento normativo complementare ai testi attuali ed estensivo di quelli per cui è già prevista una revisione (prima fra tutti la Psd).

Come dire... rebus sic stantibus l’innovazione dei servizi di pagamento non cesserà di attrarre l’attenzione del regolatore che nella propria visione contribuirà alla definizione delle necessarie “condizioni a contorno”, atte a tracciare uno spazio all’interno del quale sono garantite pari condizioni di accesso ed esercizio (il cosiddetto level playing field). In tal senso è auspicabile che le dinamiche di sviluppo sulle effettive catene del valore, siano di tipo “coopetitivo”, laddove tutti gli intermediari abilitati dovrebbero essere in grado di controllarle e gestirle, efficacemente e in modo efficiente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 28 Dicembre 2012

TAG: mobile payment, commissione europea, roberto garavaglia, decreto salvaitalia, decreto sviluppo bis

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