Cybersecurity, serve un G20

IL FORUM DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI

La sicurezza informatica è strategica per garantire infrastrutture critiche e tutelare i dati dei cittadini. A dibattito Melissa Hathaway, Judy Baker, John N. Stewart e Andrea Rigoni, fra i massimi esperti mondiali di cybersecurity, al Forum del Corriere delle Comunicazioni

di Antonello Salerno

L’Italia sta imboccando con qualche ritardo la via dell’Agenda digitale, allineandosi al resto della Ue che da tempo è impegnata su questo fronte. Uno dei pilastri perché questo progetto possa realizzarsi sul piano nazionale e internazione è la cybersecurity: quando le infrastrutture critiche dipendono dalla rete Internet, lasciare che siano esposte ad attacchi (dal terrorismo allo spionaggio industriale al semplice furto) vorrebbe dire penalizzare pesantemente la modernizzazione e costruire strutture inutilizzabili.
Per parlare di questi temi, e dell’importanza della condivisione delle informazioni come primo e fondamentale argine contro gli attacchi informatici di ogni genere, quattro tra i massimi esperti mondiali in questo campo, Melissa Hathaway, Judy Baker, John N. Stewart e Andrea Rigoni hanno accettato l’invito del Corriere delle Comunicazioni a partecipare a un Forum in redazione. 

Tutti sono stati concordi nell'affermare che se la cybersecurity è intesa come un costo evitabile è perché vengono sottovalutate le conseguenze e che, in questo senso, i governi hanno la responsabilità di sensibilizzare e informare sui rischi connessi alla mancata protezione. Uno degli strumenti operativi più efficaci sarebbe la creazione di di un G20 ad hoc dove coordinare politiche e strategie.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 Gennaio 2013

TAG: cybersecurity, Melissa Hathaway, Judy Baker, John N. Stewart, Andrea Rigoni

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