Novari (3 Italia): "Con il mobile si abbatte subito il digital gap"

ICT: I PROTAGONISTI/5

L'intervento del numero uno di 3 Italia al nostro Forum: "Lo schema 2/2/2 (2 MB per tutti in due anni al costo di 2 miliardi di euro) è il più realistico nell’attuale situazione di credit crunch e meglio si adatta alla struttura produttiva del Paese, con la sua economia fatta di Pmi che puntano sulla “last minute organization” garantita dalle tecnologie mobili"

Senza mettere l’ICT tra le priorità di questo Paese non si incrementa la produttività (problema cruciale del sistema-Italia), non si fanno auto più verdi, o case a elevata efficienza energetica, né si può pensare di riformare la sanità o l’amministrazione della giustizia.

Per sviluppare il comparto dell’ICT il governo può avere un impatto positivo incrementando la quota di spesa pubblica in R&S e diventando esso stesso attore dell’innovazione quando produce servizi per il cittadino. Lo Stato, però, deve tenere il timone, non remare. Deve favorire lo sviluppo della concorrenza, senza condizionare lo sviluppo del mercato attraverso scelte tecnologiche o normative non neutrali. e.gov 2012 può avere un impatto potenzialmente enorme, fungendo da caposaldo di un Digital New Deal che può rimettere in moto l’economia. Tutti conveniamo sull’importanza delle Ngn nello sviluppo economico di un Paese.

Quando arriviamo a discutere di soluzioni, però, gli attori del sistema vanno in ordine sparso. Nel frattempo il nostro divario con i principali paesi della Ue è più che triplicato, come ci ha ricordato recentemente Mario Draghi. Lo schema 10/10/100 (10 anni per realizzare una rete a 100 MB al costo di 10 miliardi di euro) rischia di ingessare il Paese in un dibattito infinito che lega impropriamente l’eliminazione del digital divide nel nostro Paese (che è l’urgenza maggiore per tutti) con la definizione del tema dello scorporo della rete di Telecom (che è un problema estremamente complesso, riguarda essenzialmente Telecom e non ha un orizzonte temporale certo).

Lo schema 2/2/2 (2 MB per tutti in due anni al costo di 2 miliardi di euro) è di gran lunga quello preferibile per soddisfare il fabbisogno immediato di banda larga nel nostro Paese, in attesa che si arrivi ad un completo switchover dal rame alla fibra (10-15 anni). È il più realistico nell’attuale situazione di credit crunch e meglio si adatta alla struttura produttiva del Paese, con la sua economia fatta di piccole e medie imprese che puntano sulla “last minute organization” garantita dalle tecnologie mobili. In tutti questi casi, ma anche per l’utenza consumer, avere 2 MBps in tasca subito è più utile che avere 100 MBps a mezz’ora di traffico per l’ufficio o a casa.  C’è una percentuale crescente di Pmi che utilizzano le applicazioni di mobile office, oltre a sistemi di sales force automation e gestione del magazzino su rete cellulare. È una buona notizia e un trend da incentivare.

02 Ottobre 2009