Calabrò rilancia l'idea del consorzio Ngn. Anche senza TI

AGCOM

L'Authority intende promuovere un impianto regolamentare che favorisca eventuali forme di condivisione delle infrastrutture tra gli operatori e di compartecipazione agli investimenti

di Patrizia Licata
Tlc: per costruire l’infrastruttura di nuova generazione occorre un progetto condiviso tra i gestori e “non lasciare all’indebitata Telecom l’onere solitario dell’investimento in banda larga”. Questo il senso dell’intervento del garante delle Comunicazioni Corrado Calabrò, che sembra rilanciare la vecchia ipotesi della “Broadband spa”, scrive Andrea Bassi di MF. Nella proposta di delibera che contiene la revisione degli obblighi regolamentari sull’accesso alla rete Telecom (“lo stesso documento che ipotizza di dare all’ex monopolista mani libere sul canone”, nota il giornalista del quotidiano economico), il garante ha scritto che “l’Autorità intende promuovere un impianto regolamentare che, con l’obiettivo di garantire un accesso aperto ed effettivo alla rete dell’incumbent anche nella fase di evoluzione verso nuove tecnologie e architetture, favorisca eventuali forme di condivisione delle infrastrutture tra gli operatori e di compartecipazione agli investimenti”. 

Di una possibile “Broadband spa” si era già parlato in passato, ricorda Bassi, “ma il progetto non è mai entrato in una fase operativa per le resistenze di Telecom. Ora però l’idea, in uno stato del tutto embrionale, che comincerebbe a circolare tra alcuni operatori, sarebbe quella di procedere sulla strada della Broadband spa anche senza il contributo dell’ex monopolista”. Un consorzio del quale potrebbero far parte Vodafone, Fastweb e Infostrada: i tre operatori, secondo Bassi, hanno un problema in comune: “La proposta di delibera del garante cambia il meccanismo di calcolo del costo dell’unbundling, il prezzo che pagano per passare sulla rete Telecom. Da maggio prossimo si passerà dai costi storici a quelli incrementali, con un prevedibile scatto in avanti dei prezzi”. Ai concorrenti potrebbe convenire investire in banda larga per raggiungere direttamente i clienti e aggirare la rete in rame.

02 Ottobre 2009