Bevilacqua (Cisco Italia): "Banda larga di qualità per tutti"

ICT: I PROTAGONISTI/7

Intervenendo al nostro forum il neo-Ad di Cisco Italia accende i riflettori sulla necessità di infrastrutture adeguate, in grado di rispondere alle esigenze del Paese: "L'investimento prioritario va fatto alla base"

Quando le prospettive economiche sono incerte, innovare può sembrare difficile, ma è  sbagliato rimandare le scelte a tempi migliori: bisogna disegnare oggi una prospettiva per il futuro oltre la crisi, partendo dai punti di debolezza che l’hanno innescata, per essere pronti ad affrontare la ripresa.  Uno dei fattori che rende debole il nostro Paese è l’arretratezza di base delle infrastrutture tecnologiche: sono disponibili, ma non in modo uniforme; sono in alcuni casi eccellenti, ma non sfruttate in tutte le loro potenzialità perché manca personale qualificato, perché le imprese e i singoli non possono accedere alle reti di nuova generazione e non sono incentivati a investire in tecnologie avanzate, perché la ricerca produce soluzioni capaci di moltiplicare produttività e capacità di innovazione ma manca il collegamento con la realtà industriale e istituzionale.

Su tutto ciò Governo ed amministrazioni pubbliche hanno ampio potere di intervento, non solo con risorse e incentivi che rimuovano tali barriere, ma soprattutto con l’esempio. Un Paese il cui governo scelga la digitalizzazione, adottando le tecnologie di rete per razionalizzare il proprio operato, offrendo servizi evoluti in grado di snellire la comunicazione, far realizzare  un progetto imprenditoriale, dare accesso alla formazione specializzata, è un Paese che parte in vantaggio. Il piano E-Gov 2012 è un segnale importante oltre che ambizioso ma non può fare da volano se la spesa IT per abitante non supera ancora i 40 euro, contro gli 80 della Francia o i 140 della Gran Bretagna.

In questo scenario, riteniamo che l’investimento prioritario vada fatto alla base, che è la creazione nel Paese di una rete in banda larga di qualità, bidirezionale e disponibile ovunque, avendo in mente le esigenze dei prossimi decenni: è la premessa perché aziende e istituzioni possano sperimentare i vantaggi delle nuove tecnologie e immaginare nuovi percorsi di innovazione. Il vero digital divide, oggi, non separa chi è in grado di usare la rete e accedervi e chi no, separa chi ha a disposizione una rete che permette di dispiegare al meglio le potenzialità comunicative, informative, imprenditoriali e chi si vede frenato dall’insufficienza delle infrastrutture.

06 Ottobre 2009