Pileri: "E' ora di fare l'Italia digitale"

INTERVISTA CON IL PRESIDENTE DI CSIT

Per presidente del Confindustria Servizi innovativi e tecnologici il problema dell'Italia non è la carenza di reti ma quel digital gap culturale che impedisce al 55% delle famiglie di usare Internet. "Serve aumentare l’offerta di servizi digitali"

di Gildo Campesato
“Va messa subito in campo una iniziativa forte per l’innovazione digitale, integrata su più fronti: infrastrutture, servizi, sviluppo della domanda, crescita della cultura digitale. E dobbiamo focalizzarci sui risultati”. Lo dice in un’intervista al nostro giornale il neo presidente di Csit, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici,  Stefano Pileri . Con lui, tutte le organizzazioni del settore premono perché i progetti del governo, apprezzati, diventino azione concreta di riforma, supportata dai finanziamenti necessari: dalleinfrastrutture per superare il digital divide ai piani per la digitalizzazione della PA. "Vanno messi in campo senza ulteriori ritardi: il piano Romani è importante e risponde perfettamente alle attuali esigenze della domanda di Internet - continua Pileri -. Tra l’altro, gli investimenti, che vanno a finanziare opere di scavo, che rappresentano un importante volano antirecessivo".

Anche se non è l’infrastruttura il problema maggiore. Secondo il numero uno di Csit il vero problema sta "in quel 55% di famiglie italiane che non usano Internet, perché non lo ritengono utile e in quel terzo di imprese tuttora fuori rete". Cosa fare per ridurre questo gap che il Paese non si può permettere? "Bisogna agire sul fronte della domanda - risponde Pileri -. Va aumentata l’offerta di servizi digitali alle famiglie e alle imprese. Il piano e.gov 2012 del ministro Brunetta è un’opportunità importantissima per migliorare i servizi offerti dalla PA e per dare un impulso alla diffusione della cultura di Internet aumentando l’utilità percepita dei servizi digitali".

Secondo Pileri i fondi necessari ai progetti di digitaliazzazione. "Vanno trovati, altrimenti quei progetti resteranno sulla carta". Il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici invita inoltre a stabilire precisi "tempi di realizzazione: entro il 2012 l’Italia deve diventare digitale. Le famiglie in rete dovranno essere almeno l’80%, le imprese ed i Comuni il 100%, la Posta elettronica certificata distribuita alla maggior parte dei cittadini, il 100% delle scuole on line con i Pc in aula, il 100% delle ricette e dei certificati deve essere digitale ed infine la larga banda dovrà coprire il 100% del nostro territorio con la fibra ottica che avrà raggiunto il 25% delle linee".


Full story nel numero 17 del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 12 ottobre

07 Ottobre 2009