La7 a Cairo, TI Media prende tempo

IL CDA

Il cda rinvia la decisione finale sulla cessione dell'emittente Tv a Cairo Communication. Ancora aperta la discussione su contratto pubblicitario, perdite in pancia e lavoratori. Prossimo appuntamento utile il 4 marzo

di P.A.

Il Cda di TI Media prende tempo e non chiude ancora la cessione de La7 a Cairo Communication. La decisione finale sulla vendita dell’emittente è stata rinviata alla prossima riunione del board, fissata il 4 marzo per l'approvazione del bilancio 2012, che si è chiuso con perdite per 100 milioni di euro. "Tutto sta procedendo in un clima cordiale, a breve verrà finalizzata l'operazione", dice una fonte alla Reuters, precisando però che "non tutto il lavoro è finito e che l'operazione non sarà chiusa oggi".

Il gruppo televisivo sta ancora discutendo con la sua concessionaria pubblicitaria, che ha un contratto in esclusiva fino al 2019, i dettagli sul contratto pubblicitario dei prossimi anni, le perdite da cancellare e il numero di quei dipendenti de La7 che resteranno sotto il cappello di Telecom Italia Media. L’operazione dovrebbe chiudersi entro il 7 marzo, quando il cda di Telecom Italia approverà i dati di bilancio.

Il Cda di Telecom Italia Media che si è tenuto questa mattina a Roma “ha esaminato l’operazione La7″, ma all’ordine del giorno “non prevedeva alcuna firma” con Urbano Cairo per la cessione della Tv. Il Cda di Telecom Italia, controllante di TI Media, la scorsa settimana ha concesso all’editore Urbano Cairo l’esclusiva per trattare la cessione dell’emittente, preferendo la sua offerta a quella concorrente presentata dal fondo Clessidra di Claudio Sposito.

Secondo le ultime l’ipotesi, prima di passare all’editore piemontese, la tv realizzerà un aumento di capitale da 95 milioni con la dote che sarebbe consegnata da TI Media. TI Media rinuncerebbe poi a 63 milioni di credito che vanta nei confronti de La7, la quale azzererebbe il debito passando i 63 milioni a patrimonio netto.

Telecom Italia Media beneficerebbe poi della rinuncia ai crediti vantati nei suoi confronti, 260 milioni pari all’intero indebitamento netto della holding controllata da Telecom. Per la posizione finanziaria netta del gruppo, il debito di TI Media è consolidato nei conti Telecom che, a livello di gruppo, cancellerebbe i crediti (dalla sua parte) e i debiti (dalla parte della controllata).

Nella trattativa sono tre le questioni più delicate da affrontare. Cairo sta trattando sugli investimenti pubblicitari garantiti da Telecom Italia a La7. Si tratta di circa 15-16 milioni che però il gruppo di Tlc vorrebbe abbassare a 5-6. Sul versante multiplex, Cairo ha chiesto un forte sconto sull’affitto del mux di proprietà di Telecom Italia Media utilizzati per le trasmissioni.

Ultima, ma non meno delicata questione, riguarda il personale. Cairo vorrebbe venisse in parte assorbito da Telecom per rendere più leggere il piano di ristrutturazione. Ieri i sindacati hanno incontrato i vertici di TiMedia chiedendo, nella trattativa commerciale per l’acquisto de La7, una garanzia per i livelli occupazionali necessari ad assicurare le possibilità di sviluppo, mantenendo l’attuale qualità dei palinsesti e preservando il pluralismo culturale ed informativo della tv. In caso contrario si sono detti pronti a "forti iniziative di lotta e mobilitazione”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 27 Febbraio 2013

TAG: ti media, la7, cairo communication, cairo, urbano cairo, telecom italia media

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