Fuggetta: "4G contro il digital divide"

L'INTERVISTA

L'Ad del Cefriel-Politecnico di Milano: sarà possibile offrire connessioni in aree in cui è poco conveniente investire sul fisso. Ma attenzione a non ripetere gli errori già fatti con la rete 3G

di Alessandro Longo

Il 4G contribuirà a legare la nostra vita fisica (lavorativa e non) alla sempre più irrinunciabile componente digitale, “ma non mi aspetto a breve una forte discontinuità. Ci vorranno anni perché l’Lte si diffonda in Italia, in tutti i posti dove servirà davvero a fare la differenza”. Alfonso Fuggetta, Ad del Cefriel-Politecnico di Milano raffredda frettolosi entusiasmi per la nuova tecnologia.

In generale, come vede che sta procedendo l’Lte in Italia?

Le prime offerte commerciali sono disponibili e questo è ovviamente molto positivo. Inoltre, mentre con l’Umts eravamo stati, come paese, tra i precursori e quindi avevamo dovuto provare sulla nostra pelle le tipiche problematiche di una tecnologia nuova, nel caso dell’Lte possiamo contare su esperienze maturate in altri paesi. Quindi mi auguro che Lte possa rapidamente prendere piede.

Quale impatto e ruolo avrà l’Lte nello sviluppo della banda larga?

Sarà certamente importante. Per due motivi. Il primo è che l’utenza è sempre più “mobile” e che il numero di dispositivi collegati tramite connessioni wireless sta aumentando in modo straordinario. Non solo smartphone e tablet (o notebook), ma anche oggetti e prodotti “convenzionali” (Internet delle cose). Avere a disposizione più banda ci permetterà di fare un nuovo salto di qualità nella nostra capacità di operare in mobilità, e nella qualità e ricchezza dei servizi disponibili. In secondo luogo, è indubbio che l’Lte possa essere molto utile per risolvere alcune situazione di digital divide, dove l’investimento in connessione wireline non si rivela conveniente.

In particolare, quale impatto che può avere l’Lte sul mercato aziendale? Si dice che servirà contro il digital divide, per esempio… ma anche che abiliterà applicazioni e utilizzi nuovi.

Oggi un professionista vuole poter operare in continuità ben oltre i confini del luogo di lavoro “classico”. Tecnologie e servizi come il cloud servono proprio per creare un luogo virtuale dove collocare dati e servizi in modo da prescindere dalla locazione fisica e anche dal dispositivo utilizzato per operare. Ma questa continuità si concretizza solo se possiamo essere sempre connessi a Internet, qualunque sia il luogo dove ci troviamo o l’attività che stiamo conducendo. Inoltre, le nostre attività professionali e personali sono sempre più incentrate sull’uso, la manipolazione e lo scambio di informazioni multimediali. Tutto questo è possibile solo se abbiamo connessioni mobili sempre più diffuse e capaci.

E gli operatori italiani stanno interpretando bene questo ruolo dell’Lte, nelle loro offerte commerciali?

La cosa più importante, che mi auguro, è che la copertura raggiunga velocemente le diverse aree del Paese così da evitare che ci siano “buchi” di funzionalità. Buchi che ancora trovo, troppo spesso, nella rete 3G e che mi aspetto ancora più ampi nell’Lte, il quale secondo gli operatori coprirà il 40% della popolazione entro il 2014. Certo, so che l’Lte sarà nelle città, ma non basta: la differenza sarà averlo anche sulle dorsali dei trasporti, quando viaggio in auto, in treno. Ma ci vorrà tempo.

Futuro: tra Lte Advanced e liberazione delle frequenze 700 MHz, quali sfide e quale progressione tecnologica ti aspetti? Quali saranno i nodi da risolvere?

Se è vero come è vero che avremo sempre più dispositivi mobili connessi via sistemi wireless a Internet, è evidente che la gestione dello spettro sarà cruciale. Mentre la fibra, una volta stesa, garantisce un’amplissima possibilità di crescita delle prestazioni offerte, nel caso del wireless l’etere è una risorsa molto più vincolata e difficile da gestire. Lte Advanced ha tra i suoi obiettivi proprio quello di venire incontro a queste esigenze di efficienza nella gestione delle spettro e delle tipologie di rete. Tuttavia, perché le potenzialità di questa tecnologia possano dispiegarsi compiutamente, è importante che accanto allo sviluppo delle infrastrutture, l’azione del governo e dell’Autorità garante delle comunicazioni si sviluppi in una logica sinergica e mirata a favorire la massima diffusione e utilizzo di questi servizi cruciali per la crescita economica e sociale del paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 04 Marzo 2013

TAG: alfonso fuggetta, cefriel, politecnico milano

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