De Julio (Italtel): "Investire in Ict per creare ricchezza"

ICT: I PROTAGONISTI/9

Secondo l'Ad di Italtel "sostenuti investimenti in Ict consentirebbero di creare nuova occupazione nel settore, falcidiato da lunghi anni di crisi nel nostro Paese: più posti di lavoro in Ict vuol dire inoltre più posti di lavoro altamente qualificati e professionali"

Che l’Ict costituisca una leva formidabile per la crescita economica è dimostrato. In Europa negli ultimi dieci anni il settore Ict ha contribuito per il 25% alla crescita del Pil e per il 50% agli aumenti di produttività. Ogni euro investito in banda larga ne produce 10 in termini di attività economica generale. Non c’è dubbio che il settore Ict, e la banda larga in particolare, sia quello su cui vanno concentrati gli sforzi per uscire dalla crisi e gettare le basi per una sostenuta e sostenibile crescita futura che sia saldamente ancorata all’ammodernamento e all’incremento di competitività dell’azienda Italia. Ma accanto a queste certezze bisogna sottolineare con forza un altro dato di fatto: lo Stato, a livello centrale e periferico, deve finalmente assumere il ruolo di assoluto protagonista negli investimenti in Ict e in banda larga in particolare. Si tratta di investimenti infrastrutturali a lungo termine, il cui ritorno è differito nel tempo e non è misurabile solo in termini monetari, ma in termini di avanzamento sociale, di aumento di competitività dell’intero Paese e di tutti i settori produttivi, di fondamentale contributo alla creazione di capitale umano, di recupero di efficienza della pubblica amministrazione.

Sostenuti investimenti in Ict consentirebbero di creare nuova occupazione nel settore, falcidiato da lunghi anni di crisi nel nostro Paese: più posti di lavoro in Ict vuol dire inoltre più posti di lavoro altamente qualificati e professionali.Nei principali Paesi, Stati Uniti, Giappone, Cina, le più avanzate economie europee, sono state adottate politiche per la crescita dell’Ict e la penetrazione capillare della banda larga molto diverse tra loro, ma tutte con un denominatore comune: un forte sostegno della mano pubblica agli investimenti.In Italia, lo stallo decisionale che sta ritardando lo sblocco dei pur insufficienti investimenti annunciati per la banda larga è un dato particolarmente negativo. Colmare il ritardo nella penetrazione della larga banda rispetto agli altri Paesi del G7 è invece una priorità assoluta. In cima alla lista c’è indubbiamente la concreta attuazione del piano e-Gov 2012, in particolare nei settori chiave della Sanità e dell’Educazione.

08 Ottobre 2009