Reti Ngn: l'Italia ha bisogno di regole

CONVEGNO BETWEEN CAPRI

PIleri (Cist), Parisi (Asstel) e Angelucci (Assinform) per la prima volta insieme hanno annunciato la roadmap per l'innovazione del Paese

di Mila Fiordalisi
“Per spingere la realizzazione delle nuove reti Ngn è necessario sciogliere il prima possibile il nodo regolatorio. Bisogna dare agli operatori la capacità di valutare quanto vale l’investimento partendo dal presupposto che a fronte delle attuali condizioni di mercato neanche l’azienda più sana finanziariamente può permettersi di investire senza un risk premium”.

Lo ha detto a Capri, in occasione del convegno Between “La banda: tra l’uovo e la gallina”, il presidente di Asstel Stefano Parisi.
Sulla questione delle Ngn si è espresso anche il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Stefano Pileri: “Servono regole che rendano più semplice infrastrutturare il Paese. L’innovazione normativa è essenziale per velocizzare il progetto Ngn: bisogna spingere sulla cooperazione fra gli operatori riconoscendo un risk premium a chi investe”.

Secondo il presidente di Csit, l’innovazione Paese passa anche attraverso un aggiornamento del codice dell’amministrazione digitale “per rendere obbligatorio l’uso dei servizi a banda larga e far sì che nel 2012 almeno l’80% delle famiglie sia in Rete”. Quattro, secondo Pileri,  le leve su cui fare forza: cultura, offerta, domanda, infrastrutture

Da parte sua il presidente di Assinform Paolo Angelucci ha richiamato l’attenzione sul forte calo della spesa IT nei servizi durante il primo semestre 2009: “Si registra una spesa in diminuzione del 7%, vale a dire che il settore ha perso più di 400 milioni di ricavi e su base annua significano 800 milioni in meno e una perdita di 16mila posti di lavoro”. “Chiediamo l’attuazione veloce di regolamenti e delle risorse.

09 Ottobre 2009