Rigoni (Nsn): il coraggio di osare nell'innovazione

ICT: I PROTAGONISTI/10

Ancora un intervento al nostro Forum sull'Ict. Secondo il Country Director di Nsn, Federico Rigoni, "il nostro Paese soffre di endemica analfabetizzazione informatica. La prima misura da prendere è il sostegno alla formazione dei cittadini all’uso degli strumenti di comunicazione"

“Il digital divide non è soltanto una barriera fisica alla diffusione dell’accesso alla rete ed alla banda larga, è soprattutto una condizione mentale. Questo concetto è stato recentemente espresso dal Ministro Brunetta ed è pienamente sottoscrivibile.
Il nostro Paese soffre di un’endemica analfabetizzazione informatica e la prima misura da prendere è il sostegno alla formazione dei cittadini all’uso degli strumenti di comunicazione. Siamo il primo Paese per numero di cellulari pro capite ma siamo tra gli ultimi per connessione e utilizzo della rete. È chiaro che in queste condizioni gli operatori si trovano in difficoltà se chiamati ad investire pesantemente nella banda larga. Perché dovrebbero spendere dei soldi in un prodotto che non “vende”? L’investimento finalizzato allo sviluppo generalizzato spetta alla cosa pubblica. Ci attendiamo un segnale. Perché non essere coraggiosi? Perché non avviare un grande progetto che coinvolga sinergicamente Istruzione, Pubblica Amministrazione, Sviluppo Economico e Innovazione? Perché non pensare ed avviare un unisono di intenti di modernizzazione infrastrutturale per affiancare veramente il tessuto industriale e produttivo italiano? La crisi mondiale inizia a mostrare segni di indebolimento, ed è proprio ora che bisognerebbe essere più audaci e spingersi verso un investimento che guarda realmente al futuro. Gli auspicati 2 megabit nel 2012, sarebbero già insufficienti oggi, figuriamoci tra 4 anni. Si tratta di avere visioni e ideare modelli di business remunerativi sia per i privati, gli operatori, che per lo Stato che guadagnerebbe attraverso l’aumento di molti punti di Pil. L’investimento per il ponte sullo Stretto di Messina costa più di tre volte degli 800 milioni di euro previsti per il progetto banda larga: mi piacerebbe ragionare sul paragone del Roi e sull’impatto sul Pil di questo faraonico investimento. La tecnologia non è un problema. Abbiamo tutto il necessario per realizzare qualsiasi tipo di rete. Il mercato dell’Ict è pronto a fornire qualunque soluzione di comunicazione. Il problema è il modello al quale ci si vuole rifare e la volontà di sostenere gli investimenti necessari per imprimere al tessuto produttivo italiano la spinta necessaria per mettersi al passo degli altri Paesi occidentali.

09 Ottobre 2009