4G, fame di spettro? Infonetics: "Niente affatto"

LO STUDIO

L'accoppiata Lte e Hspa+, sostengono gli analisti, è più che sufficiente a garantire qualità del servizio. E per le reti mobili non c'è rischio "saturazione". Almeno per ora

di Patrizia Licata

Non esiste fame di spettro per i carrier. Almeno per ora. Grazie all’Hspa+ e all’Lte le reti mobili possono ancora efficacemente trasportare crescenti quantità di dati evitando congestioni e strozzature. A sostenerlo sono gli analisti di Infonetics Research, che definiscono “eccessivi” i timori espressi negli scorsi anni dagli operatori mobili che, di fronte alla percezione di disporre spettro limitato, si sono preoccupati di un possibile collasso sulle reti di trasporto – timori acuiti dal recente successo di smartphone e tablet e dalla conseguente esplosione del traffico dati.

“Sette anni fa l’Itu prevedeva che il mondo avrebbe avuto bisogno del doppio delle frequenze mobili attualmente assegnate, ed erano calcoli effettuati prima dell’avvento dell’iPhone. Ma se la previsione dell’Itu si fosse rivelata esatta, tutti i network mobili con un forte utilizzo di dati sarebbero già collassati”, indica Stéphane Téral, principal analyst for mobile infrastructure and carrier economics di Infonetics Research. L’analista spiega che l’Hspa/Hspa+ e l’Lte migliorano l’efficienza dello spettro in maniera così significativa che la necessità di spettro si è nettamente ridotta, spesso anche della metà, e che la tecnologia Lte non solo è resistente alle interferenze tra celle ma distribuisce la trasmissione in modo efficiente sullo spettro disponibile.

Secondo il nuovo report sullo spettro mobile di Infonetics, gli operatori cercano sempre più di ottimizzare le loro reti utilizzando nuove tecniche senza l’aggiunta di nuovo spettro, una scelta che contraddisce la convinzione diffusa secondo cui lo spettro non sarebbe sufficiente. Infonetics ritiene anche che l’offload su wi-fi stia aiutando ad alleviare il problema visto che alcuni carrier riferiscono che fino al 75% del loro traffico dati generato da terminali mobili si avvale di questa tecnologia.

E’ interessante anche notare che, nonostante l’ubiquità dell’Hspa e dell’Ev-do, le velocità della connessione mobile media restano basse, sotto i 4 Mbps, nei 16 Paesi che Infonetics ha studiato. La Russia ha la media (4.1 Mbps) e il picco (21 Mbps) più alti per via del numero inferiore di abbonati 3G e dell’utilizzo del mobile ancora basso.

Al contrario, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti risultano i Paesi con il più elevato utilizzo della banda larga mobile e avranno probabilmente bisogno di 1.000 MHz di spettro entro il 2017, secondo Infonetics. Occhi puntati anche sull’Indonesia che potrebbe diventare la “prossima Cina” per le opportunità di crescita del mobile, visto che è il terzo Paese più popoloso del mondo (resta da vedere se questo potenziale verrà realizzato: finora l’Indonesia è stata lenta ad avviare progetti sulla banda larga mobile e ad aprire spettro 3G).

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Marzo 2013

TAG: infonetics research, spettro lte, hspa+, stephane teral

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