Interferenze Lte-Tv, ecco il regolamento

FREQUENZE

Secondo il testo che il Corriere delle Comunicazioni ha potuto visonare il fondo delle telco per finanziare gli interventi degli antennisti vedrà Wind partecipare al 50%, Vodafone al 25% e Tim al 25%. Il presidente della Fub Alessandro Luciano: "Siamo già pronti a svolgere il nostro compito"

di Paolo Anastasio

Interferenze Lte-Tv, regolamento al rush finale. Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni, che ha potuto visionare in anteprima alcuni stralci della bozza del regolamento,  il Ministero dello Sviluppo Economico, attuando quanto previsto dal Decreto Crescita 2.0, sta per adottare il regolamento che disciplinerà le misure e le modalità di intervento a carico di Tim, Vodafone e Wind, gli operatori aggiudicatari delle frequenze in banda 800 Mhz, per ridurre al minimo eventuali interferenze tra i servizi a banda ultralarga mobile e gli impianti per la ricezione televisiva domestica.

Dalla bozza emerge che gli oneri connessi alla ripartizione degli oneri per il numero di interventi vedranno Wind partecipare per il 50%, Vodafone per il 25% e Telecom Italia sempre per il 25%.

La bozza di regolamento, dopo essere stata vistata dal Ministro, attualmente è all’esame del Consiglio di Stato che ha a disposizione 45 giorni per la pronuncia. A seguire, il ministro adotterà il regolamento in via definitiva.

Secondo il testo "eventuali problematiche interferenziali tra Lte e Dvbt dovranno essere gestite congiuntamente dagli operatori mobili in applicazione dei principi di proporzionalità, trasparenza e non discriminazione, tenendo conto della tipologia di blocco frequenziale oggetto di aggiudicazione, del tipo di interferenze ad essi correlato e dei relativi obblighi".

"La gestione delle segnalazioni sarà affidata alla Fondazione Ugo Bordoni, che attraverso un help desk e un contact center (che fanno capo al sito helpinterferenze.it ndr), individuerà quali di queste sono connesse a problematiche di coesistenza tra Lte e Dvbt", si legge nella bozza.

"Noi siamo pronti a svolgere il nostro compito già dal primo marzo - ha detto al Corriere delle Comunicazioni il presidente della Fub Alessandro Luciano - disponiamo già della mappatura completa delle potenziali interferenze sul territorio". La convenzione provvisoria con gli operatori per la gestione del servizio sarà siglata nei prossimi giorni. 

Dopo aver gestito le segnalazioni, la Fub, attraverso un sistema automatizzato, metterà a disposizione degli operatori mobili le informazioni necessarie a procedere all’intervento, secondo le percentuali definite nel regolamento per ciascun operatore.

“Gli oneri connessi alla gestione delle segnalazioni da parte di Fub - si legge ancora - saranno ripartiti in parti uguali tra gli operatori, mentre quelli concernenti il numero degli interventi vedranno Wind partecipare per il 50%, Vodafone per il 25% e Telecom Italia sempre per il 25%”.
Wind, come già ventilato nei mesi scorsi, sarà quindi costretta a pagare una percentuale maggiore rispetto agli altri operatori, visto che in sede di asta Lte si è aggiudicata blocchi di “frequenze sporche”, adiacenti ai canali televisivi, che provocano disturbi più gravi al segnale di ricezione televisivo, e quindi più costosi da eliminare.

“La Fub provvederà su base trimestrale alla rendicontazione (degli interventi effettuati ndr), per garantire che gli operatori contribuiscano in funzione delle percentuali previste”, si legge nella bozza.

“Se un operatore omette di dare seguito alla gestione degli interventi assegnatigli da Fub – continua la bozza - dopo la fase di gestione delle segnalazioni in funzione di specifiche mappe di rischio e delle informazioni acquisite attraverso la somministrazione di un apposito questionario, è soggetto a sanzione”. Le mappe di rischio sono elaborate dalla Fub sulla base di  informazioni riservate,  fornite dagli operatori circa l’accensione dei siti a 800 Mhz, che dopo l'approvazione del regolamento partiranno con l'accensione degli impianti a 800 Mhz. Il questionario è somministrato sempre dalla Fub ai cittadini e ai condomini che segnalano interferenze, per individuare la corretta causa del malfunzionamento. Potrebbero esserci dei casi di malfunzionamenti del segnale di ricezione del segnale televisivo indipendenti dall’accensione del sito Lte.

“Dopo l’entrata in vigore del regolamento, un’unità per il monitoraggio costituita da rappresentanti del Mise, della Fub e degli operatori valuterà, sulla base degli esiti degli interventi, se proporre correttivi alla procedura definita, da adottare successivamente da parte del Mise - chiude la bozza -. Il regolamento avrà efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale fino al 31 dicembre 2016, fatte salve eventuali decisioni ulteriori del Ministero circa il periodo successivo a tale data”.



 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Marzo 2013

TAG: tim, vodafone, wind, telecom italia, fub, fondazione ugo bordoni, helpinterferenze.it, decreto crescita 2.0

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