Calabrò: "Bisogna investire adesso sulle Ngn"

AGCOM

Il presidente dell'Authority ribadisce  che "senza il finanziamento pubblico non partiranno gli investimenti da parte degli operatori che valgono almeno 200 milioni di euro”

“Investire nelle nuove reti di Tlc è una necessità più che mai nella fase che attraversiamo. Un anno e mezzo di parole può bastare. È tempo di passare a un’impostazione operativa”. Lo ha detto a Capri, in occasione del Convegno Between sulla banda larga, il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. “L’Italia è l’unico Paese a non avere un piano Ngn. E fra l’altro resta sulla carta il finanziamento da 800 milioni, necessario per la messa in opera del Piano Romani. Senza il finanziamento pubblico non partiranno gli investimenti da parte degli operatori che valgono almeno 200 milioni di euro”.
Secondo il presidente dell’Agcom “è importante la creazione di una cabina di regia per evitare che le iniziative in corso si risolvano in uno spezzatino”. “Serve un progetto da realizzare con il contributo di tutti – ha aggiunto - .Se non c’è condivisione prima o poi un anello debole farà saltare tutto”.

Due le ipotesi possibili per la realizzazione della rete di nuova generazione: “Primo: l’incumbent finanzia totalmente il progetto. Secondo: un gruppo di investitori formano società veicolo, anche di natura consortile, aperta alla partecipazione del capitale pubblico. A giudizio del mercato, il primo modello non paga. Il secondo appare più praticabile, anche per il mix di competenze e quindi dei servizi erogabili”.
Il settore privato investirebbe nelle cosiddette zone nere dove il mercato può funzionare da solo.
“Il 60% delle aree del nostro Paese sono però bianche, a scarsa redditività. Qui deve intervenire lo Stato. La Cdp ha disponibilità finanziaria rilevante che in altri contesti come in Francia sta giocando un ruolo importante. Poi ci sono le fondazioni bancarie e fondi italiani e stranieri”. Fra gli attori che potrebbero confluire nel “consorzio” anche le Poste “che hanno all’attivo 320 miliardi di risparmi”.

Riguardo alle regole “bisognerà tenere conto della regolazione come una variabile del progetto”, ha detto Calabrò. “Bisogna garantire lo sviluppo concorrenziale e pluralistico. E l’Autorità dovrà fare da catalizzatore nel processo di transizione. L’Agcom vuole garantire una regolazione innovativa che incoraggi gli investimenti attraverso un risk premium e la concorrenza”.
In risposta alla questione sollevata dagli Olo relativamente all’unbundling e al price cap, il presidente dell’Agcom ha detto che”le grida di allarme sono ingiustificate. È un fuoco di sbarramento preventivo”.

09 Ottobre 2009