Telecom Italia, Asati: "Più peso a tutti gli azionisti, cambiare statuto prima del cda"

LA PROPOSTA

In vista dell'assemblea del 17 aprile, l'associazione dei piccoli azionisti chiede di inserire nell'odg norme sull'introduzione di un Consiglio di Gestione e di Sorveglianza. "Bisogna rendere più rappresentativa la compagine azionaria attraverso il cosiddetto modello duale"

di Federica Meta

L’Asati chiede uno statuto “duale” per Telecom Italia con l’obiettivo di rendere più rappresentativa la compagine azionaria. In una lettera inviata ai vertici della compagnia, alla Consob, ad Assogestioni e Findim, l’associazione dei piccoli azionisti chiede di integrare l’ordine del giorno dell’assemblea del prossimo 17 aprile con l'annullamento degli articoli dello statuto “riguardanti l’elezione degli Organi Sociali” e con l'introduzione di “norme allineate ad un sistema di governo coerente con l’assetto azionario a  larga diffusione” ovvero il cosiddetto “duale” con l’introduzione del Consiglio di Gestione e del Consiglio di Sorveglianza.

Per il  Consiglio di Gestione, si prevede un numero massimo di componenti pari a 9; un voto di lista con una soglia immodificabile dello 0,5%; riserva di un componente per gli azionisti riuniti in associazione costituita ai sensi di legge e che sia composta da almeno 1000 associati (nel caso di più associazioni prevalgono i voti ricevuti in assemblea); modalità di attribuzione degli altri membri che consentano a tutte le componenti azionarie di essere rappresentate senza “premi di maggioranza”; emolumenti decisi in assemblea secondo rigorosi criteri prestabiliti; nomina in assemblea del Presidente  su proposta della lista che riceve il maggior numero di voti; nomina in assemblea dell’Amministratore Delegato su proposta della lista con un numero di voti posta in seconda posizione.

Per il Consiglio di sorveglianza si prevede un numero dei componenti pari a 7; voto di lista con una soglia immodificabile dello 0,5%; riserva di un componente per gli azionisti riuniti in associazione costituita ai sensi di legge e che sia composta da almeno 1000 associati (nel caso di più associazioni prevalgono i voti ricevuti in assemblea); riserva di un componente quale rappresentante dei lavoratori ancorché non azionisti; modalità di attribuzione degli altri membri che consentano a tutte le componenti azionarie di essere rappresentate senza “premi di maggioranza”; emolumenti decisi in assemblea secondo rigorosi criteri prestabiliti; nomina del presidente in assemblea su proposta dell’associazione di azionisti.

Altro punto da aggiungere all’odg la presentazione, discussione e approvazione del piano triennale 2013-2015 relativamente all’Italia, al Brasile e all’Argentina. “L’Asati è consapevole della soglia di possesso azionario richiesto per la presentazione di integrazioni all’ ordine del giorno di assemblee già convocate – si legge nella lettera - Si consideri che la raccolta di deleghe presso centinaia di azionisti individuali richiede modalità, mezzi e tempi incompatibili con quanto previsto e che, lo ripetiamo, la criticità della situazione aziendale, la composizione azionaria che, di fatto,  non dà voce ai risparmiatori e la complessa governance in atto (rapporti tra l’azionista di riferimento Telco e il CdA dallo stesso eletto in grandissima parte) impongono una decisa presa di posizione da parte dell’azionariato proprio già in occasione della prossima assemblea”.

Secondo l’associazione “l’alternativa a ciò è la convocazione di una altra assemblea certamente a monte di una successiva assemblea per la nomina del nuovo CdA che scade alla fine del 2013”. “Riteniamo infatti scandaloso e antidemocratico andare a rinnovare il Consiglio di Amministrazione della Società che scade  con l’approvazione del bilancio 2013 con lo statuto attuale”, conclude Asati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Marzo 2013

TAG: asati, statuto duale, telecom italia, consiglio di gestione, consiglio di sorveglianza

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