Ngn Australia: Telstra contro il piano del governo

BANDA LARGA

Il progetto per la realizzazione della rete a banda larga di nuova generazione ha sollevato la protesta del principale operatore di Tlc che potrebbe essere costretto a cedere alcuni asset

di Matteo Buffolo
La nuova legislazione australiana sulle reti? Inadeguata. Parola di Telstra, la principale compagnia di tlc di Canberra, che, in un’audizione al Senato, ha attaccato il Governo sul progetto, presentato il mese scorso, di una divisione fra la rete retail e quella all’ingrosso o, alternativamente, su una regolamentazione più stretta che potrebbe costringere la società a cedere forzatamente alcuni assets e a non acquistare nuove frequenze di spettro per il radiomobile.

“Una mossa di questo tipo – ha accusato pubblicamente il management della compagnia – danneggerebbe gli un milione e quattrocentomila piccoli azionisti che negli scorsi 12 anni hanno comprato le azioni dal Governo, distruggendo valore e andando a colpire anche l’occupazione”.

La protesta di Telstra si inserisce in un contesto più ampio: in ballo, infatti, c’è anche il piano da 43 miliardi di dollari australiani (circa 25 miliardi di euro), che il governo di Canberra ha messo in campo per creare una nuova rete nazionale per la banda larga. E se da un lato il ministro delle Comunicazioni, Stephen Conroy, si è detto convinto che i cambiamenti porterebbero una maggior competitività nel settore delle linee a banda larga prima della costruzione della nuova Nbn, l’ex monopolista, per bocca del suo Ceo David Thodey, ha replicato che “questa mossa non farà altro che rendere più difficilmente raggiungibile l’obiettivo dell’Esecutivo” in merito alla banda larga.

12 Ottobre 2009