Telecom, ai cinesi non più del 10%?

INDISCREZIONI

Secondo indiscrezioni la compagnia presieduta da Franco Bernabè non sarebbe disponibile a concedere il 29,9% nell'operazione di merger con 3 Italia

di E.L.

Telecom Italia sarebbe disponibile a lasciare che Hutchison Whampoa acquisti non più del 10% del carrier nato dalla fusione, una “fetta” più piccola rispetto a quella voluta dalla società cinese. Lo riporta Bloomberg citando fonti vicine alla vicenda, secondo cui il fair value di 3 Italia, sarebbe di 1,5 miliardi. Stando così le in questa situazione, è improbabile che Telecom Italia accetti un accordo che consegnerebbe  il 29,9% a Li ka-Shing.

L’entrata di Hutchison come azionista potrebbe sciogliere il patto di sei anni di Telco, i cui azionisti Telefonica , Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali  e Mediobanca detengono il 22,4% di Telecom. Se il deal andasse in porto si combinerebbe il più grande operatore italiano con il quarto e si accelererebbe, come spiegato da Franco Bernabè ieri in assemblea dei soci Telecom, “sulla necessità di un consolidamento del settore europeo dei servizi di rete mobile che appare decisamente troppo frammentato, soprattutto se confrontato con i corrispondenti mercati statunitensi e giapponese".

Per Hutchison, comunque, l’elevato debito netto di Telecom Italia, che a fine 2012 ha raggiunto i 28,3 miliardi – “è una preoccupazione”, dice ancora la fonte a Bloomberg.

Telecom Italia prevede di presentare al Cda dell’8 maggio prossimo una proposta di separazione della rete, requisito indispensabile per avviare le trattative con Hutchison. Il  piano prevederebbe  un processo in due fasi, in cui aperto Open Access sarebbe collocato in un business separato e a cui seguirebbe lo spin off della rete di accesso e la Cdp farebbe da creditore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 Aprile 2013

TAG: telecom italia, 3 italia, li ka shing, Hutchison Whampoa

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